I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Cremona hanno eseguito, nella giornata di lunedì 4 maggio 2026, un’ordinanza di custodia cautelare che ha portato all’arresto di un soggetto domiciliato in provincia di Pavia. Il giovane, già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici, è ritenuto responsabile di detenzione e spaccio di stupefacenti in concorso, attività condotta all’interno delle aree rurali che circondano il capoluogo cremonese.
L’indagine e il sistema del “market” nel mais
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Cremona, ha permesso di ricostruire un fitto sistema di smercio di stupefacenti operativo tra il giugno 2024 e l’ottobre 2025. Il gruppo criminale utilizzava i campi coltivati a granturco intorno al capoluogo come base logistica. Le piante alte e i canali irrigui fungevano da barriera naturale, permettendo ai sospettati di uscire allo scoperto solo per rapidi scambi di droga e denaro con gli acquirenti, che giungevano sul posto in auto, moto o bicicletta.
Appostamenti e pedinamenti nelle aree rurali
I militari, operando in abiti civili, hanno effettuato numerosi servizi di osservazione che hanno portato a un primo intervento nel settembre 2025. In quell’occasione i due – giovani di 20 e 19 anni, residenti rispettivamente nelle province di Pavia e Salerno – erano stati sorpresi mentre venivano prelevati da un furgone dopo una giornata di attività.
All’interno del mezzo erano stati rinvenuti eroina, cocaina, hashish, un bilancino di precisione e telefoni cellulari. Nonostante la convalida del fermo, le indagini sono proseguite per identificare il terzo componente della banda, che era riuscito inizialmente a dileguarsi.
Strategie di fuga e provvedimenti giudiziari
Per eludere i controlli, i tre soggetti cambiavano quotidianamente località e nascondigli all’interno delle aree campestri. Le testimonianze dei numerosi assuntori fermati, a molti dei quali è stata ritirata la patente di guida, hanno confermato il volume d’affari e la continuità delle cessioni. Valutata la gravità dei fatti e la facilità di approvvigionamento della sostanza, il Tribunale ha ritenuto necessario applicare le misure restrittive per interrompere la gestione della piazza di spaccio itinerante.