La Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni anche in provincia di Pavia nell’ambito di un’inchiesta su Ceva Logistics per frode fiscale e somministrazione illecita di manodopera, con un sequestro preventivo di oltre 27 milioni di euro. L’indagine riguarda appalti simulati e l’uso di fatture false per mascherare rapporti di lavoro irregolari.
Inchiesta Ceva Logistic, perquisizioni a Pavia
Nel corso di un’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, come riportato in un comunicato odierno, la Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni mirate anche nella provincia di Pavia, nell’ambito dell’indagine su Ceva Logistics Italia e Ceva Ground Logistics Italy. Queste attività investigative si inseriscono in un più ampio contesto di controlli che coinvolgono anche le province di Milano, Roma, Latina e Napoli.
Appalti simulati
Le perquisizioni mirano all’acquisizione di documentazione contrattuale, contabile e informatica che possa chiarire i rapporti tra le società coinvolte e i fornitori di servizi, nonché le modalità di gestione del personale impiegato nei siti logistici. L’obiettivo è raccogliere prove utili a confermare l’ipotesi di frode fiscale e somministrazione irregolare di manodopera attraverso appalti simulati.
Gli inquirenti stanno setacciando uffici e archivi digitali alla ricerca di prove sulla gestione reale del personale: l’ipotesi è che i lavoratori impiegati nei siti logistici della provincia fossero solo formalmente dipendenti di cooperative esterne, ma di fatto operassero sotto le direttive dirette della committente.
Questo schema, definito dai magistrati come “filiera della manodopera“, avrebbe permesso di abbattere i costi del lavoro eludendo IVA e oneri previdenziali attraverso l’uso di società “filtro” e “serbatoio”.
Il precedente
Il territorio della provincia di Pavia era già finito sotto i riflettori nel 2019, quando il Tribunale di Milano dispose l’amministrazione giudiziaria per la divisione Contract Logistics di Ceva proprio in relazione alle attività della piattaforma di Stradella.
All’epoca, l’inchiesta sul consorzio Premium Net sembrava aver portato a una pulizia radicale, tanto che nel 2020 il Tribunale aveva revocato la misura lodando l’impegno collaborativo della società. Tuttavia, i nuovi accertamenti odierni coprono un arco temporale che va dal 2020 al 2024, suggerendo che le criticità strutturali nella gestione degli appalti possano essere riemerse nonostante i precedenti interventi.
Movimentazione merci e facchinaggio
Al centro delle indagini odierne ci sono i contratti per i servizi di movimentazione merci e facchinaggio. Secondo la Procura, le società appaltatrici operative sul territorio avevano una struttura organizzativa estremamente limitata, presentavano una durata vitale ridotta (spesso chiuse e sostituite ciclicamente) fungendo da mero schermo, non versavano i contributi assistenziali per i facchini.
L’obiettivo delle perquisizioni odierne è dimostrare che non vi fosse alcuna autonomia d’impresa da parte di queste cooperative, trasformando l’appalto in una fornitura illegale di braccia.
La precisazione di Ceva Logistic
“L’autorità giudiziaria italiana, nell’ambito di un procedimento avviato presso i siti di Assago e San Giuliano di CEVA Logistics e fatto salvo ogni necessario chiarimento, sta esaminando profili relativi alla detrazione dell’IVA, con particolare riferimento al perimetro della logistica e del trasporto su strada, attività in larga parte affidata da CEVA a soggetti terzi.
Dal 2019, CEVA Logistics ha implementato procedure di compliance, validate da un Amministratore Giudiziario nominato dal Tribunale di Milano. Tali procedure, volte a garantire la conformità delle proprie operazioni, hanno permesso altresì di ridurre la durata della misura di prevenzione che era stata all’epoca applicata a CEVA, in via di salvaguardia, considerata l’estraneità di CEVA alle contestazioni sollevate.
L’autorità giudiziaria ha oggi disposto il sequestro in via cautelare della somma di 27,4 milioni di Euro.
I nostri team di lavoro stanno collaborando con le autorità, nei confronti delle quali riponiamo piena fiducia.
Le azioni intraprese dalla Procura della Repubblica non compromettono in alcun modo la regolare prosecuzione delle attività, che continueranno ad essere realizzate con la consueta professionalità e puntualità”.
Così in una not,a inviata nel pomeriggio del 3 marzo, Ceva Logistic Italia.