A Cassolnovo una giovane di 28 anni è stata raggirata con la “truffa dello specchietto” e indotta a consegnare 150 euro dopo un falso incidente sulla SP 206. I Carabinieri di Gravellona Lomellina, grazie anche alle immagini della videosorveglianza, hanno identificato e denunciato due giovani.
Simulano incidente
Finto incidente, accusa mirata e richiesta immediata di contanti per “chiuderla qui” senza passare dalle assicurazioni. È la classica quanto mai insidiosa “truffa dello specchietto”, tornata ad allarmare la viabilità della Lomellina. Questa volta, però, la trappola non è rimasta impunita: i Carabinieri della Stazione di Gravellona Lomellina, a conclusione di un’articolata attività investigativa, hanno denunciato in stato di libertà due giovani di 23 anni, D.G.F. e D.G.B., entrambi con precedenti specifici, ritenuti responsabili di truffa aggravata in concorso.
La dinamica dell’imbroglio
I fatti risalgono allo scorso 29 giugno 2026 nel territorio comunale di Cassolnovo. La vittima, una giovane di 28 anni, stava viaggiando alla guida della propria autovettura lungo la Strada Provinciale 206 quando è stata affiancata e costretta a fermarsi da un altro veicolo con a bordo i due ragazzi. I malintenzionati l’hanno immediatamente accusata di aver urtato la loro auto in fase di sorpasso o incrocio, mostrando la rottura dello specchietto retrovisore come prova del presunto impatto.
Visibilmente incalzata e colta di sorpresa, la conducente è stata indotta ad accettare una risoluzione “bonaria” del danno per evitare l’aumento del premio assicurativo. I due l’hanno così accompagnata presso uno sportello ATM della zona, dove la 28enne ha prelevato 150 euro in contanti per consegnarli direttamente nelle mani dei truffatori.
Le indagini
Una volta ripresasi dallo shock, la donna si è rivolta ai Carabinieri della Stazione di Gravellona Lomellina per sporgere regolare denuncia. Da quel momento sono scattate le verifiche degli militari dell’Arma, rivelatesi fondamentali per ricostruire l’accaduto. Attraverso l’incrocio delle testimonianze e un’attenta analisi dei filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza comunale installati lungo il tragitto, i Carabinieri sono riusciti a risalire alla targa del mezzo utilizzato dai malviventi e a identificare con certezza i due 23enni.
Come funziona il raggiro
La tecnica utilizzata a Cassolnovo rappresenta uno dei raggiri su strada più diffusi. Il truffatore, spesso affiancato da un complice, individua la potenziale vittima lungo il percorso e provoca un forte rumore sulla carrozzeria (spesso lanciando una pallina o un piccolo oggetto). Subito dopo simula la rottura dello specchietto, incolpa l’automobilista spaventato e chiede un risarcimento immediato in contanti.
I Carabinieri ricordano alcune regole fondamentali per non cadere nella rete dei raggiri:
- Mantenere la calma: di fronte ad accuse insistenti, non cedere alla fretta e non consegnare mai denaro contante sul posto.
- Proporre il modulo CAI: insistere sempre per la compilazione della constatazione amichevole (ex CID) per il coinvolgimento delle rispettive compagnie assicurative; questo approccio fa quasi sempre desistere i truffatori.
- Chiamare subito il 112: in caso di dubbi o atteggiamenti sospetti e minacciosi, contattare immediatamente le Forze dell’Ordine per richiedere l’intervento di una pattuglia sul luogo del presunto sinistro.