OPERAZONE DELLA GDF

Scoperta nel Pavese maxi fabbrica clandestina di sigarette capace di produrre milioni di pezzi al giorno

Sequestrati beni per circa 5 milioni di euro: un arresto, 14 denunciati e oltre 300mila pacchetti di sigarette contraffatte sottratti al mercato illecito

Scoperta nel Pavese maxi fabbrica clandestina di sigarette capace di produrre milioni di pezzi al giorno

Maxi operazione della Guardia di Finanza tra Pavia e Cremona, dove è stata smantellata una fabbrica clandestina di sigarette capace di produrre milioni di pezzi al giorno. Sequestrati beni per circa 5 milioni di euro, con un arresto, 14 denunciati e oltre 300mila pacchetti di sigarette contraffatte sottratti al mercato illecito.

Fabbrica clandestina di sigarette

Un’imponente organizzazione dedita alla produzione illegale di sigarette è stata smantellata dalla Guardia di Finanza al termine di una complessa indagine che ha portato alla scoperta di una fabbrica clandestina nella provincia di Pavia e di un deposito logistico nel Cremonese.

L’operazione, coordinata dai Comandi Provinciali delle Fiamme Gialle di Caserta e Frosinone, ha permesso di sequestrare un’ingente quantità di tabacco lavorato, sigarette contraffatte, macchinari industriali e immobili per un valore complessivo stimato in circa 5 milioni di euro.

Il controllo sulla A1

L’indagine è nata nell’ambito di un servizio straordinario di controllo del territorio disposto dalla Guardia di Finanza per contrastare i traffici illeciti lungo le principali arterie autostradali.

L’attenzione dei militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Caserta e del Gruppo di Cassino si è concentrata su un furgone con targa italiana che percorreva ripetutamente l’autostrada A1 in direzione Napoli, all’altezza dell’uscita di Cassino. I movimenti del mezzo hanno insospettito i finanzieri, che hanno deciso di seguirlo e sottoporlo a controllo.

L’ispezione ha portato alla scoperta di oltre 50mila pacchetti di sigarette di contrabbando recanti i marchi Marlboro e Winston, destinati al mercato illegale. Il conducente, un cittadino italiano originario della Campania, è stato arrestato su disposizione della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere con l’accusa di contrabbando di tabacchi lavorati.

Il capannone nel Pavese

Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di ricostruire il percorso del furgone, partito da un immobile commerciale situato in provincia di Cremona. Da qui gli investigatori sono riusciti a individuare un secondo capannone industriale a Campospinoso Albaredo, in provincia di Pavia.

Alle operazioni hanno preso parte anche il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Cremona, il Gruppo della Guardia di Finanza di Pavia, la Compagnia di Voghera e quella di Crema, impegnati nelle perquisizioni dei due immobili.

Fabbrica clandestina ad alta capacità produttiva

All’interno del capannone pavese, esteso su circa 5.000 metri quadrati, i finanzieri hanno scoperto una vera e propria fabbrica clandestina perfettamente attrezzata per seguire l’intero ciclo produttivo delle sigarette.

Lo stabilimento disponeva di impianti per l’essiccazione e la lavorazione del tabacco, macchinari per la produzione delle sigarette, linee dedicate al confezionamento dei pacchetti e delle casse, oltre a carrelli elevatori, mezzi per la movimentazione delle merci e furgoni destinati al trasporto del prodotto finito. La capacità produttiva era tale da consentire la realizzazione di milioni di sigarette ogni giorno.

Operai alloggiati nello stabilimento

Durante il blitz sono stati trovati dodici cittadini stranieri, di nazionalità ucraina e moldava, impegnati nelle lavorazioni.

Nel capannone erano stati inoltre ricavati dormitori, una cucina con refettorio, una lavanderia e consistenti scorte alimentari, elementi che, secondo gli investigatori, dimostrano come la produzione fosse organizzata senza interruzioni e con personale stabilmente presente all’interno della struttura.

Per rendere ancora più difficile l’individuazione dell’opificio, le pareti erano state rivestite con materiale fonoassorbente per limitare il rumore dei macchinari, mentre l’alimentazione elettrica era garantita da gruppi elettrogeni, evitando così anomalie nei consumi che avrebbero potuto attirare l’attenzione.

 

Il deposito nel Cremonese

La perquisizione eseguita a Spino d’Adda, in provincia di Cremona, ha invece consentito di individuare un deposito utilizzato per lo stoccaggio delle materie prime e dei prodotti finiti. All’interno erano presenti anche mezzi per la movimentazione delle merci e un alloggio destinato alle due persone incaricate della gestione e della sorveglianza del sito.

I sequestri

Il bilancio finale dell’operazione è particolarmente rilevante: sequestrati circa 300mila pacchetti di sigarette contraffatte riconducibili ai marchi Marlboro e Winston, 13 tonnellate di tabacco, milioni di filtri e fustelle per il confezionamento, due linee produttive industriali complete, numerosi mezzi di trasporto e i due capannoni utilizzati dall’organizzazione.

Un arresto e quattordici denunciati

Secondo la stima degli investigatori, il valore complessivo del materiale sequestrato e dell’intera linea produttiva supera i 5 milioni di euro.

L’operazione si è conclusa con un arresto e 14 persone denunciate a piede libero per i reati di contrabbando di tabacchi lavorati e contraffazione di marchi.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, nei confronti degli indagati vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.