CRONACA

Rubavano (e poi rivendevano) rifiuti ferrosi nelle discariche della Lomellina: 19 indagati

Sono accusati di furto aggravato, ricettazione e gestione illecita di rifiuti

Rubavano (e poi rivendevano) rifiuti ferrosi nelle discariche della Lomellina: 19 indagati

L’operazione “Old Iron” ha smantellato una rete criminale dedita al furto sistematico di metalli e RAEE dai centri di raccolta di Gambolò e Tromello, portando a 19 indagati tra Pavia e Milano. L’indagine ha svelato la complicità dei dipendenti delle isole ecologiche, i quali favorivano il prelievo illecito dei rifiuti poi rivenduti a società compiacenti.

Furti di rifiuti ferrosi nelle isole ecologiche

Un’operazione congiunta delle forze dell’ordine ha portato alla luce un’organizzazione dedita al furto e alla gestione illecita di rifiuti ferrosi nelle isole ecologiche della Lomellina. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pavia, ha coinvolto 19 persone tra le province di Pavia e Milano, accusate di furto aggravato, ricettazione e gestione illecita di rifiuti.

Perquisizioni e sequestri

Nella mattinata del 26 febbraio 2026, i Carabinieri Forestali di Pavia, con il supporto dei colleghi di Milano e del Comando di Vigevano, hanno eseguito una serie di perquisizioni locali, personali e informatiche. Le operazioni, delegate dalla Procura di Pavia, hanno interessato soggetti residenti nel pavese e nel milanese, portando al sequestro di cinque mezzi tra autovetture e autocarri utilizzati per sottrarre ingenti quantità di rifiuti ferrosi dalle isole ecologiche di Gambolò e Tromello.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i furti di materiali preziosi come alluminio, ferro e RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) non avvenivano nell’ombra, ma grazie alla complicità dei dipendenti della ditta incaricata della gestione e della guardiania degli impianti. Erano proprio i “controllori” a permettere il saccheggio dei cassoni, garantendo libero accesso ai soggetti finiti nell’indagine.

Coinvolte anche due società

Una volta prelevati dalle isole ecologiche, poi, i rifiuti ferrosi non sparivano nel nulla. Le indagini, avviate dal Nucleo Forestale di Mortara nell’ottobre 2024 e proseguite con intercettazioni e pedinamenti fino all’ottobre 2025, hanno individuato il terminale ultimo del traffico: due società di gestione rifiuti con sede a Mortara. Qui, il materiale di provenienza illecita veniva regolarmente conferito e immesso nuovamente nel circuito commerciale, garantendo un ingiusto profitto alle aziende coinvolte, che avrebbero agito seguendo un preciso disegno criminoso di ricettazione.