Dal 15 giugno

Riaprono i centri estivi, anche bambini e adolescenti verso una “nuova normalità”

Assessore Piani: "Preoccupa l'assenza del Governo sulla fascia 0-3 anni".

Riaprono i centri estivi, anche bambini e adolescenti verso una “nuova normalità”
Pavia, 01 Giugno 2020 ore 11:23

Riaprono i centri estivi: dal 15 giugno bambini e ragazzi verso una “nuova normalità”.  L’assessore Piani esprime però “una forte preoccupazione rispetto alla totale assenza di attenzioni da parte del Governo ai bimbi più piccoli, quelli nella fascia 0-3 anni”.

Centri estivi

“Nelle ultime settimane abbiamo lavorato con impegno per costruire rapidamente delle linee guida che consentissero la riapertura dei centri estivi, in stretta collaborazione con la Prefettura di Milano e con ANCI. Abbiamo coinvolto il terzo settore e le Diocesi, con il contributo delle rappresentanze sindacali”.

Lo dice l’assessore regionale alla Famiglia, Genitorialità e Pari opportunità, Silvia Piani, commentando gli effetti dell’ordinanza firmata dal presidente Attilio Fontana che prevede anche, a partire però dal 15 giugno 2020, la riapertura dei servizi per l’infanzia e l’adolescenza (dai 3 ai 17 anni).

“Siamo soddisfatti del lavoro svolto, proprio perchè – prosegue l’assessore Piani – i centri estivi offriranno possibilità di socializzazione e divertimento ai nostri ragazzi e forniranno un importante sostegno alle famiglie in termini di conciliazione vita-lavoro.  Fondamentale anche il contributo delle associazioni di categoria del mondo agricolo e delle realtà sportive, con la possibilità di utilizzare le fattorie didattiche per accogliere i giovani”.

L’assessore Piani esprime però “una forte preoccupazione rispetto alla totale assenza di attenzioni da parte del Governo ai bimbi più piccoli, quelli nella fascia 0-3 anni”.

“Purtroppo – continua – l’ultimo decreto ha confermato la chiusura, senza darci la possibilità di intervenire, con evidenti difficoltà per le famiglie e danni ingentissimi ai tanti gestori privati, che rappresentano una ricchezza fondamentale per la nostra Regione. La situazione è inoltre aggravata dall’assenza di certezze sulla cassa integrazione, con migliaia di educatori abbandonati dallo Stato. Noi non ci sottrarremo al confronto e proseguiremo nella collaborazione con le rappresentanze di categoria, nella speranza di poter fornire un supporto concreto e valutare iniziative condivise”.

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