cronaca

Rapina da 57mila euro alla gioielleria di Dorno: identificati i responsabili, in manette due 66enni

A distanza di quasi un anno, le autorità hanno scoperto i nomi di tutti i membri della banda di rapinatori

Rapina da 57mila euro alla gioielleria di Dorno: identificati i responsabili, in manette due 66enni

Oltre ai due arresti, sono sei le persone denunciate in stato di libertà per vari ruoli nel piano criminale.

Rapina a Dorno, identificati i responsabili

Si è chiusa con due arresti l’indagine dei Carabinieri sulla violenta rapina avvenuta nel febbraio dell’anno scorso alla gioielleria Cremona di Dorno.

Nella mattinata di mercoledì 31 dicembre 2025, grazie ai militari di Garlasco supportati della Compagnia di Catania Piazza Dante, sono finiti in manette il 66enne pregiudicato P.M di Catania e il coetaneo F.N originario di Paola, senza fissa dimora e pluripregiudicato oltre che già detenuto nel carcere pavese.

In manette due 66enne

L’indagine ha preso avvio il 15 febbraio dopo la denuncia dei titolari della gioielleria. Erano le 18.15 quando P.M, insieme a un complice ancora non destinatario di misura cautelare, sarebbe entrato nel negozio travestito con parrucca e berretto, fingendo di essere un normale cliente interessato a un orologio.

All’improvviso, avrebbe estratto una pistola a tamburo, minacciando i coniugi proprietari e costringendoli a consegnare orologi Rolex e gioielli per un valore stimato di circa 57mila euro. Il titolare ha tentato di reagire, cercando di disarmare il rapinatore, ma è stato spinto a terra e colpito con calci.

Nel frattempo, il secondo uomo ha immobilizzato la moglie per impedirle di intervenire. Anche la donna è stata poi aggredita, riportando lesioni giudicate guaribili in cinque giorni.

Il colpo alla gioielleria

A questo punto, i rapinatori sono fuggiti con il bottino a bordo di un’auto dove – secondo gli investigatori – li attendeva F.N.

Grazie a un articolato lavoro investigativo, i Carabinieri di Garlasco sono riusciti a risalire all’identità dei presunti responsabili principali e a ricostruire parte della rete di appoggi.

Sono sei le persone denunciate in stato di libertà per vari ruoli nel presunto piano criminale: il 56enne Z.S su cui è stato effettuato un prelievo salivare per la comparazione con le tracce biologiche repertate sulla scena della rapina e che è ritenuto il secondo rapinatore, il 61enne G.L, il 47enne G.S, il 28enne F.G.V, il 70enne F.L e il 53enne V.T.

Al termine delle formalità, P.M è stato trasferito nel carcere di Catania Piazza Lanza, mentre proseguono le verifiche su eventuali ulteriori responsabilità.