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Pavia, rimpatriato cittadino straniero irregolare con precedenti per spaccio

L’operazione della Polizia è stata eseguita lunedì 20 luglio: l’uomo era già stato coinvolto in un’indagine su un ingente traffico di droga

Pavia, rimpatriato cittadino straniero irregolare con precedenti per spaccio

La Polizia di Stato di Pavia ha rimpatriato un cittadino straniero irregolare con precedenti per spaccio e altri reati, già coinvolto in un’indagine su un traffico di droga. L’uomo era stato arrestato insieme ad altri soggetti e collegato a una serra per la coltivazione di stupefacenti, poi sequestrata dalle forze dell’ordine.

Rimpatriato straniero irregolare

La Polizia di Stato ha eseguito a Pavia il rimpatrio di un cittadino straniero irregolare, ritenuto responsabile di attività legate allo spaccio di sostanze stupefacenti e gravato da diversi precedenti penali. L’operazione è stata portata a termine lunedì 20 luglio 2026 dalla Terza Sezione dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Pavia, nell’ambito delle attività di contrasto all’immigrazione clandestina e di tutela dell’ordine pubblico.

Profilo già monitorato

L’uomo era da tempo attenzionato dagli uffici competenti per la sua posizione e per la sua presunta pericolosità sociale. Dopo un periodo di custodia cautelare presso la Casa Circondariale di Pavia, era stato sottoposto alla misura del divieto di dimora nella provincia. Gli accertamenti successivi hanno consentito di definire il quadro necessario per procedere al suo allontanamento definitivo dal territorio nazionale.

L’indagine sul traffico di droga

Il suo nome era emerso nel corso di un’articolata attività investigativa condotta dalle forze dell’ordine, che aveva portato all’arresto di più persone coinvolte nel trasporto di un ingente quantitativo di stupefacenti. La droga veniva movimentata su un furgone preceduto da un’auto con funzione di staffetta, un sistema organizzato per eludere i controlli.

Magazzino trasformato in serra

Le verifiche successive avevano permesso di individuare anche un magazzino in disuso, utilizzato come vera e propria serra per la coltivazione della sostanza stupefacente. La struttura era stata immediatamente sequestrata insieme ai veicoli impiegati nell’attività illecita, consentendo così all’autorità giudiziaria di completare le procedure previste.

Rimpatrio definitivo

Conclusi gli adempimenti di legge, la Questura ha quindi dato esecuzione al rimpatrio del soggetto, ponendo fine alla sua permanenza sul territorio italiano. L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo e prevenzione predisposto dalle forze dell’ordine nei confronti di persone considerate a rischio per la sicurezza pubblica.