Identificato e denunciato un minore di Voghera che, armato di pistole softair, aveva scatenato il panico davanti all’Istituto “Baratta”. L’indagine lampo della Polizia, basata su telecamere e celle telefoniche, ha portato al sequestro delle armi e degli indumenti usati.
Panico al “Baratta”
Quello che doveva essere, forse, un gesto di spavalderia o una bravata si è trasformato in un serio guaio giudiziario. Si è chiusa con una denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Milano l’indagine lampo della Polizia di Stato sui fatti che, lo scorso 10 marzo, avevano gettato nel panico l’Istituto Superiore “Baratta” di Voghera.
Uomo armato fuori da scuola
Tutto era iniziato nella mattinata di martedì, quando una chiamata al Numero Unico di Emergenza 112 aveva fatto scattare il protocollo di massima allerta: la segnalazione parlava di un individuo armato di pistola avvistato proprio all’esterno del plesso scolastico di via Don Milani. Un episodio che ha scosso il personale e gli studenti, attivando immediatamente gli uomini del Commissariato di Pubblica Sicurezza.
L’indagine
Gli agenti hanno lavorato senza sosta per dare un volto al sospettato. L’inchiesta si è mossa su un doppio binario, tecnologico e tradizionale: da un lato l’analisi capillare delle immagini catturate dai sistemi di videosorveglianza della zona, dall’altro il monitoraggio dei dati delle celle telefoniche agganciate nell’area durante l’orario del fatto. A completare il quadro sono state le preziose testimonianze raccolte direttamente all’interno dell’istituto.
Due pistole softair
L’incrocio dei dati ha portato gli inquirenti dritti a un minore residente a Voghera. Durante la perquisizione nell’abitazione del ragazzo, la conferma definitiva: i poliziotti hanno rinvenuto gli indumenti che il giovane indossava al momento dell’avvistamento, perfettamente corrispondenti ai filmati. Nella stanza del minore sono state inoltre trovate e sequestrate due pistole di tipo softair, le riproduzioni utilizzate per scatenare l’allarme.
Denunciato
Per il giovane è scattata la denuncia in stato di libertà. Le accuse sono pesanti: procurato allarme, minacce aggravate e possesso ingiustificato di armi o oggetti atti ad offendere. L’operazione si è conclusa con successo in tempi record, a conferma dell’attenzione delle forze dell’ordine verso la sicurezza negli ambienti scolastici e della capacità di risposta immediata alle minacce sul territorio.