Sicurezza dietro le sbarre

Operazione della Polizia Penitenziaria: maxi sequestro di droga e cellulari nel carcere di Pavia

Il sindacato USPP lancia l'allarme: "Necessari sistemi anti-drone e più personale"

Operazione della Polizia Penitenziaria: maxi sequestro di droga e cellulari nel carcere di Pavia

La Polizia Penitenziaria di Pavia ha sequestrato droga e cellulari durante un’operazione di controllo mirata. I sindacati denunciano però un sovraffollamento critico e chiedono tecnologie anti-drone per contrastare i nuovi traffici illeciti.

Operazione della Polizia Penitenziaria

Le mura della Casa Circondariale di Pavia non sono bastate a fermare il flusso di sostanze stupefacenti e tecnologia vietata, ma l’occhio vigile degli agenti ha segnato un punto importante nella lotta all’illegalità interna. In un’operazione lampo condotta nei giorni scorsi, la Polizia Penitenziaria ha smantellato una rete di possesso illecito che coinvolgeva diversi reparti detentivi, portando alla luce un kit completo per le comunicazioni e lo spaccio clandestino.

Cocaina e smartphone tra le celle

L’operazione di controllo, mirata alla prevenzione di reati e al contrasto dell’introduzione di materiale non consentito, ha dato esiti immediati e preoccupanti. Durante le perquisizioni, il personale in servizio ha rinvenuto e posto sotto sequestro due telefoni cellulari, perfettamente funzionanti, insieme a due panetti di hashish e diversi involucri contenenti cocaina. Tutto il materiale è stato consegnato all’autorità giudiziaria, mentre la Procura della Repubblica di Pavia è stata prontamente informata per avviare le indagini sulla provenienza del carico.

Il plauso dell’USPP: “Polizia eroica nonostante le criticità”

Calogero Lo Presti, Segretario Regionale aggiunto del sindacato USPP, ha espresso il suo vivo apprezzamento per la professionalità dimostrata dagli agenti. Tuttavia, il sindacalista non ha nascosto la polveriera su cui poggia il sistema carcerario pavese:

“Lavoriamo in condizioni gravissime,” ha dichiarato Lo Presti, denunciando un sovraffollamento cronico e una gestione resa impossibile dalla presenza massiccia di detenuti con fragilità psichiatriche. A questo si aggiunge un vuoto d’organico che colpisce ogni ruolo, dagli agenti agli ispettori, mettendo a rischio quotidiano l’incolumità del personale.

A rincarare la dose è il Presidente dell’USPP, Giuseppe Moretti, che accende i riflettori sulle nuove frontiere del crimine penitenziario.

“L’ingresso di droga e telefoni tramite droni è un fenomeno in forte crescita,” ha spiegato Moretti. La richiesta al Ministero è chiara: accelerare la sperimentazione dei sistemi anti-drone e procedere con la schermatura degli istituti per inibire il segnale degli smartphone. La criminalità corre veloce sul binario dell’high-tech e la Polizia Penitenziaria necessita di strumenti all’altezza per non restare indietro.

Le richieste

La situazione del penitenziario di Pavia rimane una priorità nell’agenda sindacale. Le richieste finali di Lo Presti e Moretti puntano a due obiettivi concreti: un adeguamento immediato della pianta organica e un piano d’urgenza per lo sfollamento della popolazione detenuta. Senza questi interventi, la sicurezza garantita dall’intuizione e dal sacrificio degli agenti rischia di diventare un argine troppo fragile contro una pressione sempre più insostenibile.