Quattro giovani sono stati denunciati per omissione di soccorso dopo essere fuggiti dall’area Cattaneo a Pavia, dove un loro amico ha accoltellato a morte il 25enne Gabriele Vaccaro. Le indagini proseguono, mentre il presunto killer resta in custodia cautelare al Beccaria.
Omicidio Vaccaro: quattro denunciati
Invece di prestare aiuto, hanno scelto la fuga. Mentre Gabriele Vaccaro, 25 anni, si accasciava al suolo ferito a morte, il gruppo che accompagnava il presunto killer correva via nel buio, cercando di far perdere le proprie tracce tra le strade di Pavia. Una fuga immortalata dalle telecamere di sorveglianza e che oggi ha portato alla denuncia di quattro giovani – un minorenne e tre maggiorenni – accusati di omissione di soccorso.
La lite per una pizza
La tragedia, che ha sconvolto la comunità di Favara, città di origine di Gabriele Vaccaro, e la città di Pavia, è maturata in un contesto di violenza assurda e sproporzionata. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, tutto sarebbe iniziato intorno alle 3:30 di notte nel parcheggio dell’ex area Cattaneo.
Gabriele e i suoi amici avevano appena concluso una serata in centro e stavano tornando all’auto con delle pizze d’asporto. È stato in quel momento che il gruppo dell’aggressore avrebbe teso quello che sembra un vero e proprio agguato: una provocazione banale, la richiesta insistente di una fetta di pizza, è degenerata rapidamente in una colluttazione. Nel caos della rissa, è spuntata l’arma che ha ferito il 25enne.

La fuga
Le indagini della Questura di Pavia hanno trovato una svolta decisiva nell’analisi dei filmati della videosorveglianza cittadina. I video mostrano chiaramente il 16enne (già arrestato con l’accusa di omicidio) e gli altri quattro ragazzi mentre fuggono a perdifiato dal luogo del delitto verso viale Matteotti.
Proprio questa corsa per scappare dalle proprie responsabilità ha fatto scattare la denuncia per gli amici del presunto omicida. Mentre il 16enne si trova ora nel carcere minorile “Cesare Beccaria” di Milano in attesa dell’udienza di convalida, la posizione dei suoi accompagnatori resta al vaglio della magistratura.
I soccorsi tardivi
C’è però un altro aspetto tragico in questa vicenda: il ritardo nei soccorsi. Gli amici di Gabriele, forse non comprendendo immediatamente la gravità della ferita al collo, non lo hanno trasportato subito al Policlinico San Matteo. Prima di dirigersi in ospedale, hanno fatto tappa nella casa del quartiere Vallone dove il ragazzo alloggiava. Quando finalmente hanno raggiunto il pronto soccorso, per Gabriele non c’era più nulla da fare: il giovane è spirato all’alba.
L’arma del delitto non è ancora stata ritrovata. Gli inquirenti sospettano possa trattarsi di un cacciavite, un punteruolo o una piccola lama, un oggetto contundente che il killer è riuscito a far sparire durante la fuga.
Le indagini continuano
Le autorità non hanno lasciato nulla al caso. Dopo aver identificato i componenti del gruppo, gli agenti hanno perquisito le loro abitazioni sequestrando diversi oggetti. L’attenzione dei tecnici si concentra ora su alcuni capi d’abbigliamento sequestrati a due dei giovani denunciati: su di essi sarebbero state rinvenute tracce ematiche riconducibili alla colluttazione. L’esame del DNA su queste macchie di sangue potrebbe fornire nuovi, decisivi elementi per chiarire l’esatta dinamica della rissa e il ruolo avuto da ogni singolo partecipante in quegli istanti fatali.
Una fiaccolata
E per onorare la memoria di Gabriele Vaccaro, questa sera Pavia si fermerà per una fiaccolata. La manifestazione, intitolata “Mille luci per una speranza”, partirà alle ore 21:00 dalla Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro per concludersi in Piazza del Duomo. L’evento, promosso dalla Consulta Giovani Pavia, mira a ribadire l’inviolabilità della dignità umana attraverso un corteo di luci e suoni. Alla cerimonia parteciperanno i sindaci di Pavia e Favara, Michele Lissia e Antonio Palumbo, insieme famiglia di Gabriele.