l'idea di Cinzia Bogazzi

“Non per vantarmi ma sono di Codogno”: la t-shirt solidale raccoglie 14mila euro VIDEO

Interamente devolute alla Croce Rossa di Codogno. 

Pavia, 08 Giugno 2020 ore 12:41

“Non per vantarmi ma sono di Codogno”: la t-shirt solidale di Cinzia Bogazzi raccoglie 14mila euro.

“Non per vantarmi ma sono di Codogno”: la t-shirt solidale di Cinzia Bogazzi

Cinzia Bogazzi, una laurea in Economia e Commercio all’Università di Pavia, oggi manager di un rinomato centro commerciale a Pavia, è una donna solare e intraprendente. Cinzia è di Codogno, la cittadina del lodigiano balzata improvvisamente agli onori della cronaca per il primo contagio da Coronavirus. E un giorno, in una telefonata con l’amica Clara di San Fiorano, lei in quarantena obbligatoria, al fine di sconfiggere un po’ la rabbia, un po’ l’ansia e un po’ per orgoglio di provenienza le è venuto in mente di fare una maglietta che loro due avrebbero sfoggiato in tempi migliori con scritto: “Non per vantarmi ma sono di Codogno”.

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Da allora, da quel 21 febbraio, sono passati oltre 100 giorni. Le magliette “solidali” sono state realizzate e vendute. Ma cosa più importante, l’intero ricavato consistente in 14mila euro, è stato donato alla Croce Rossa di Codogno. Sabato 30 maggio 2020 alla presenza delle istituzioni del territorio, è avvenuta la consegna ufficiale dell’assegno.

Ricapitolando… come è nata l’idea?

“E’ nata uno dei primissimi giorni del Covid. Essendo originaria di Codogno, mi trovavo obbligatoriamente in quarantena essendo stata in città la settimana precedente. In quei giorni sembrava che il problema riguardasse solo Codogno e la zona rossa. In automatico chiunque venisse da lì o avesse avuto contatti con la zona rossa era visto da tutti come “Poverina sei di quella zona” oppure “O mamma mia, sei di quella zona” un misto tra commiserazione e spavento. Un giorno mentre mi trovavo al telefono con un’amica ci siamo dette: “Ma basta, noi siamo di Codogno e ce ne vantiamo …  adesso faccio io una maglietta”. Ho pensato al logo e ho chiesto a una ragazza di Sant’Angelo di aiutarmi a realizzarlo.

L’idea iniziale era di farne solo due una per me e una per la mia amica. Una volta realizzata la t-shirt l’ho postata su Facebook commentando che sarebbe stato carino magari produrla e fare un’opera di solidarietà. Da lì si è mosso tutto. In due giorni sono arrivati gli sponsor e abbiamo prodotto 1.800 magliette che sono state tutte vendute. In realtà se ne avessi ancora, venderei anche quelle.

Ti aspettavi un tale successo?

“Sinceramente no. Io non pensavo neanche di raccogliere 500 euro. E invece siamo arrivati prima a 1.000, poi 5.000. poi 8.000 fino ad arrivare a 14mila euro. Per me impensabile inizialmente. Tante persone le hanno anche indossate durante la visita di Mattarella a Codogno per il 2 giugno. Un’emozione fortissima”.

Ci saranno altre iniziative?

“A livello personale è la prima volta che faccio un’iniziativa di solidarietà. E’ nato tutto in modo molto casalingo, senza la possibilità di vedere nessuno, tutto al telefono. Con mezzi di fortuna. E’ stato anche faticoso. Altre iniziative? Ci sto pensando, vorrei fare qualcosa per i medici di base, spesso dimenticati. A Codogno se ne sono persi tantissimi, di loro se ne è parlato poco”.

E la lettera di Fontana?

(Ride): “Si. Io gli ho spedito la maglietta. E dopo qualche giorno mi ha contattato la sua segretaria. Mi ha chiesto la mia mail perchè il Presidente Fontana mi aveva scritto una lettera e voleva inviarmela. Mi ha fatto molto piacere: non è stata la solita lettera impostata, ma piuttosto una lettera più informale. A consegnare l’assegno sabato con me c’era anche Francesca Brianza, la vice presidente del consiglio Regionale”.

“Ma vorrei ringraziare in modo speciale tutte le persone di San Fiorano e Codogno che mi hanno aiutato, perchè io ho avuto l’idea ma il grosso del lavoro lo hanno fatto loro”.

Giada Bigardi

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