Una donna di 51 anni denuncia mesi di minacce e richieste di denaro da parte di una coppia per un debito già saldato. I Carabinieri arrestano i due in flagranza di estorsione.
Mesi di estorsione e minacce
Una vicenda di pressioni, minacce e richieste di denaro che si sono protratte per mesi si è conclusa con l’arresto di due persone nel Pavese. Nei giorni scorsi, i Carabinieri della stazione di Gravellona Lomellina hanno fermato M.F.M., classe 1973 e pluripregiudicato, e T.J., classe 1984, entrambi ritenuti responsabili di estorsione in concorso.
Il debito
L’indagine ha preso avvio il 3 marzo 2026, quando una donna di 51 anni si è rivolta ai militari denunciando una situazione ormai divenuta insostenibile. Secondo quanto ricostruito, la coppia – convivente e legata sentimentalmente – avrebbe iniziato già dallo scorso anno a pretendere somme di denaro sempre più elevate, sostenendo l’esistenza di un presunto debito di 500 euro.
Un debito che, in realtà, la donna aveva già estinto attraverso lavori domestici svolti presso l’abitazione dei due, come concordato in precedenza.
Minacce sempre più pesanti
Con il passare del tempo, le richieste si sarebbero fatte sempre più insistenti, accompagnate da atteggiamenti intimidatori. Le pressioni avrebbero assunto toni particolarmente gravi, arrivando a coinvolgere anche il figlio della vittima con frasi minacciose, contribuendo a generare uno stato di forte paura e esasperazione.
Il blitz dei Carabinieri
Dopo aver raccolto la denuncia e verificato la situazione, i Carabinieri hanno organizzato un servizio mirato per cogliere gli estorsori in flagranza. Durante l’operazione, la donna ha consegnato ai due 70 euro in banconote precedentemente segnate dai militari.
Appostati nelle vicinanze, i Carabinieri sono intervenuti immediatamente dopo la consegna del denaro, bloccando i due sospettati che avevano tentato una breve fuga.
L’arresto
La successiva perquisizione personale ha consentito di recuperare le banconote segnate e una tessera di reddito di inclusione intestata alla vittima, completa di codice PIN, che è stata restituita.
I due arrestati sono stati quindi condotti presso la Compagnia dei Carabinieri di Vigevano per le procedure di rito. Su disposizione dell’Autorità giudiziaria di Pavia, sono stati successivamente trasferiti alla Casa Circondariale di Pavia.