Malata di shopping compulsivo: giudice le toglie carta di credito e soldi

Una 49enne in pochi anni ha speso 30mila euro in vestiti, borse e scarpe griffate. Nominato un amministratore di sostegno.

Malata di shopping compulsivo: giudice le toglie carta di credito e soldi
Pavia, 03 Gennaio 2020 ore 09:55

Malata di shopping compulsivo: giudice toglie carta di credito e soldi a una 49enne che in pochi anni è arrivata a spendere 30mila euro in vestiti, borse e scarpe griffate. Nominato anche un amministratore di sostegno.

Malata di shopping compulsivo

E’ arrivata a spendere 30mila euro in pochi anni. Soldi spesi in vestiti, borse e scarpe griffate. Acquisti sfrenati a cui una donna di 49 anni non riusciva a sottrarsi, vittima di un vero e proprio shopping compulsivo.

Via soldi e carte di credito

Ogni tentativo da parte dei familiari di convincerla a spendere meno si sono rivelati vani. Preoccupati da un possibile tracollo economico della donna, hanno deciso di rivolgersi ai giudici del Tribunale di Pavia. 

Dopo le relazioni presentate da psichiatra e psicologo incaricati di seguire il caso, la 49enne è stata riconosciuta malata di shopping compulsivo.

A questo punto è stato nominato un amministratore di sostegno incaricato di gestire il suo patrimonio. Alla 49enne sono stati perciò tolti soldi, carta di credito e bancomat. 

La sindrome da shopping compulsivo

La sindrome da acquisto compulsivo è un disturbo del controllo degli impulsi che indica il desiderio compulsivo di fare acquisti, anche denominato shopping compulsivo, acquisto compulsivo, shopping-dipendenza o “shopaholism”.

I soggetti che presentano questo disturbo, soprattutto donne di giovane età, se inizialmente comprano per il piacere che si ricava da un nuovo acquisto, in seguito riportano uno stato di tensione crescente, ed il desiderio di comprare diventa un impulso irrefrenabile.

In seguito all’acquisto compulsivo di oggetti d’ogni tipo, che il più delle volte vengono messi da parte o regalati oppure buttati via, si riscontrano molto spesso sentimenti di colpa e vergogna.

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