INCHIESTA

La Procura indaga in Comune a Pavia su abusi edilizi “insabbiati” e demolizioni mai eseguite

Tutto partito da una segnalazione anonima. Le verifiche hanno portato al sequestro di fascicoli riguardanti presunte irregolarità urbanistiche avvenute tra il 2011 e il 2018

La Procura indaga in Comune a Pavia su abusi edilizi “insabbiati” e demolizioni mai eseguite

Pratiche urbanistiche rimaste inevase per anni. Tutto partito da una segnalazione. La lente della Procura di Pavia sul Municipio del capoluogo. Lo scoop è de La Provincia Pavese e in città non si parla d’altro da quando all’alba di oggi, mercoledì 11 febbraio 2026, il quotidiano è arrivato nelle edicole.

La Procura indaga su abusi edilizi “insabbiati”

Tutto sarebbe nato da una denuncia anonima a mezzo lettera di qualche mese fa. Un documento, firmato da un sedicente “Comitato per la legalità”, che parlava di presunti insabbiamenti di violazioni edilizie, citando direttamente l’operato della responsabile dello Sportello per l’edilizia tra il 2011 e il 2018.

A trasmettere alla Procura della Repubblica una serie di documenti relativi a ordinanze di demolizione per abusi edilizi mai portate a compimento, è stato poi lo stesso segretario generale del Comune, Mario Spoto, dopo una serie di verifiche interne all’ente.

Sei persone, tra dipendenti ed ex dipendenti dell’amministrazione, saranno ascoltate dagli inquirenti in qualità di testimoni, probabilmente già domani, giovedì 12 febbraio 2025.

La segnalazione del comitato e il procedimento interno

L’indagine non vedrebbe al momento l’iscrizione di alcun nominativo nel registro degli indagati, ma la funzionaria dal settore Urbanistica (che respinge ogni addebito) è stata nel frattempo precauzionalmente trasferita all’Ufficio Tributi. Al momento è in corso una vertenza sindacale e il Giudice del Lavoro ha annullato il trasferimento della professionista ai Tributi (ma l’Amministrazione ha già provveduto a impugnare la sentenza).

Gli accertamenti compiuti dal dirigente dell’Urbanistica Giovanni Biolzi avrebbero acceso i riflettori su un archivio definito “dei sospesi”, ovvero violazioni con conseguenti ordinanze di abbattimento mai eseguite. La Provincia cita il caso più clamoroso, un’immobile delle dimensioni di un condominio da 15/20 appartamenti, che oggi non dovrebbe esserci più, ma che invece svetta ancora in zona Conca del Naviglio.

Per il momento, contattata, l’Amministrazione comunale non ha ancora preso una posizione ufficiale sulla vicenda.