Sicurezza sul lavoro

Infortuni mortali: tre decessi a Pavia nel primo quadrimestre 2026

Il territorio pavese presenta un indice di incidenza di 12,4, valore che supera la media nazionale rilevata dall'Osservatorio Vega

Infortuni mortali: tre decessi a Pavia nel primo quadrimestre 2026

La provincia di Pavia registra 3 morti sul lavoro tra gennaio e aprile 2026, con un indice di incidenza di 12,4, superiore alla media nazionale. Un dato che riflette un’emergenza che, a livello italiano, conta 278 decessi nei primi quattro mesi dell’anno e conferma la necessità di interventi più incisivi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Analisi e priorità secondo l’Osservatorio Vega

Tra gennaio e aprile 2026, l’Italia registra 278 decessi legati all’attività professionale, segnando una diminuzione del 4,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Di queste vittime, 196 sono avvenute in occasione di lavoro e 82 in itinere. Sebbene il dato indichi una flessione, la velocità della riduzione appare contenuta rispetto alle rilevazioni precedenti, confermando la criticità della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, Mauro Rossato, sottolinea come i numeri attuali non debbano essere interpretati come una fatalità. “Occorre investire nella prevenzione e nella formazione, così come è indispensabile poter contare su un maggior numero di controlli nei settori più esposti al rischio di infortuni” afferma l’ingegnere, richiamando l’attenzione sulla disparità di rischio che penalizza i lavoratori stranieri, soggetti a una mortalità oltre tre volte superiore rispetto ai colleghi italiani.

La geografia del rischio: le regioni in zona rossa

L’Osservatorio classifica le regioni italiane tramite un indice di incidenza medio (Im), fissato a 8,1 morti ogni milione di occupati. Ad aprile 2026, si trovano in zona rossa, con un’incidenza superiore del 25% rispetto alla media nazionale, Sicilia, Liguria, Veneto, Puglia e Campania. Seguono le zone arancioni (Molise, Toscana, Piemonte, Sardegna), le gialle (Umbria, Lombardia, Emilia-Romagna, Marche) e le bianche (Lazio, Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Calabria, Trentino-Alto Adige, Basilicata, Valle d’Aosta).

La Lombardia detiene il numero assoluto più elevato di decessi in occasione di lavoro (30), seguita da Veneto (26) e Sicilia (22). I comparti che presentano il maggior numero di infortuni mortali sono le Costruzioni, i Trasporti e il Magazzinaggio, oltre alle Attività Manifatturiere. Il venerdì risulta essere il giorno della settimana con la frequenza più alta di eventi luttuosi (20,9%).

La geografia del rischio

Il profilo delle vittime per età e genere

L’identikit delle vittime evidenzia una vulnerabilità accentuata tra gli ultrasessantacinquenni, che registrano l’incidenza più elevata (27,7 decessi per milione di occupati). In termini assoluti, tuttavia, la fascia compresa tra i 55 e i 64 anni conta il numero maggiore di perdite (78). Per quanto riguarda la componente femminile, sono 28 le lavoratrici decedute nel primo quadrimestre, di cui 16 durante lo svolgimento delle proprie mansioni.

Oltre ai decessi, il report evidenzia un incremento del 6,4% delle denunce di infortunio complessive, che raggiungono quota 204.573 a fine aprile. Le Attività Manifatturiere si confermano il settore con il volume maggiore di segnalazioni (21.460), seguite da Sanità e Costruzioni.

La provincia pavese registra un indice di incidenza pari a 12,4 per milione di occupati

Il report statistico pubblicato dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente di Vega Engineering indica che, a Pavia, si sono verificati 3 infortuni mortali in occasione di lavoro tra gennaio e aprile 2026. La provincia si attesta al ventiquattresimo posto nella graduatoria nazionale, con un indice di incidenza di 12,4.