lo studio

In epoca COVID arresti cardiaci extraospedalieri aumentati del 58 per cento

Lo svela uno studio di Università di Pavia, Policlinico San Matteo e Areu.

In epoca COVID arresti cardiaci extraospedalieri aumentati del 58 per cento
Pavia, 30 Aprile 2020 ore 12:54

In epoca COVID arresti cardiaci extraospedalieri aumentati di oltre il 50 per cento in quattro province lombarde campione.

Arresti cardiaci extraospedalieri aumentati del 58 per cento

362 i casi di arresto cardiaco verificatisi al di fuori dell’ospedale contro i 229 del 2019: il 58 per cento in più. E’ quanto emerge dallo studio pubblicato su una delle riviste mediche più prestigiose al mondo, “The new England Journal of Medicine”, che porta, tra gli altri, la firma del direttore della UOC Cardiologia della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, Luigi Oltrona Visconti, e del cardiologo del San Matteo nonché principal investigator Registro degli arresti cardiaci extraospedalieri della Regione Lombardia, Simone Savastano. Studio condotto in collaborazione con l’Università di Pavia e AREU.

LombardiaCARe

In Regione Lombardia, da cinque anni, esiste un Registro degli arresti cardiaci (LombardiaCARe). Lo studio parte da qui, con un’analisi dei dati relativi alla zona sud: Pavia, Lodi, Cremona e Mantova. In particolare, sono stati confrontati gli arresti cardiaci extraospedalieri avvenuti in queste quattro province durante i primi 40 giorni dell’epidemia di Covid-19 (dal 21 febbraio al 31 marzo 2020) con quelli verificatisi durante lo stesso periodo dell’anno precedente.

Gli aumenti di arresti cardiaci sono considerevoli: 58 per cento in più per tutto il territorio analizzato, ancora più drammatico per le zone più colpite dalla pandemia, ovvero Lodi (+187%) e Cremona (+143%).

“I numeri sono davvero impressionanti – aggiunge Simone Savastano -. Abbiamo scoperto che c’è stato un aumento in tutto il territorio analizzato e questo può essere dovuto a molte cause. Tuttavia, secondo noi, il Covid-19 gioca un ruolo importante perché da una sotto analisi dei dati è emerso che circa il 70 per cento delle persone colpite da arresto cardiaco, nei giorni precedenti, aveva manifestato sintomi sospetti per Covid-19, come febbre, tosse, dispnea, oppure, aveva già una diagnosi accertata”.

“Molte possono essere le cause – commenta Luigi Oltrona Visconti, direttore della UOC Cardiologia del San Matteo di Pavia -; probabilmente è l’espressione anche del fatto che tante persone a casa hanno sottovalutato dei sintomi e ritardato la chiamata ai soccorsi”.

“I cittadini non devono temere di attivare i soccorsi”

“Il sistema di emergenza territoriale, nonostante il considerevole aumento di chiamate e di casi di arresto cardiaco, ha risposto adeguatamente” spiega Alessandra Palo, coautrice del lavoro e responsabile del 118 della provincia di Pavia e lancia un appello “I cittadini non devono temere di attivare i soccorsi”.

“A differenza di altri lavori, la raccolta dati sistematica sugli arresti cardiaci non è partita per il Covid-19 ma si è svelata utile per questo momento. Abbiamo voluto redigere questo studio per aiutare tutti i paesi che si stanno confrontando con l’epidemia, condividendo un’analisi di dati reali – chiosa Simone Savastano -. E’ la rivista più prestigiosa in campo medico ed è sicuramente il giusto riconoscimento – prosegue Savastano – per tutti coloro che contribuiscono alla raccolta di questi dati” come AREU, ASST di Cremona, ASST di Lodi, ASST di Mantova, Università di Pavia.

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