Giacomo scomparso da un mese, la mamma lancia un altro appello

“Aiutare Giacomo è anche un investimento per il futuro", così Paolo Roat del CCDU.

Giacomo scomparso da un mese, la mamma lancia un altro appello
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Giacomo scomparso da un mese, la mamma lancia un altro appello.

Giacomo scomparso da un mese, la mamma lancia un altro appello

“Un allontanamento annunciato, prevedibile. Giacomo ha lasciato una lettera e ha manifestato l’intenzione di fuggire dalla comunità persino durante l’incontro di gruppo. Se avessimo fatto rete, Giacomo sarebbe già stato rintracciato”.

Il nuovo appello della madre

L’appello della mamma, riportato dal Comitato dei Cittadini per i Dirittu Umani Onlus, ha i toni della disperazione e dell’accusa. Un’accusa che parte rivolta alla comunità Exodus di Garlasco, dove il 17enne era in cura, e arriva fino “alle forze dell’ordine – racconta la madre –. Ho fatto presente ieri in tribunale che dopo l’allontanamento di Giacomo mi sono recata tre volte dai carabinieri per comunicare dove era stato visto e dove probabilmente si trovava insieme ad altri ragazzi”.

Le accuse

“Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni di avvistamenti, ma non mi risulta che le forze dell’ordine se ne siano interessate adeguatamente”, accusa la mamma che aggiunge: “tra gli abiti che ci sono stati restituiti dalla comunità in un sacco nero della spazzatura, abbiamo trovato una lettera, messa agli atti dal giudice, in cui Giacomo si congedava dalla comunità spiegandone i motivi. E l’educatrice ci ha riferito che i contenuti di quella lettera li aveva comunicati nell’ultimo incontro di gruppo. Il suo allontanamento era quindi prevedibile. Anche i contatti con l’assistente sociale che lo ha in carico sono stati praticamente nulli: una sola telefonata in  un mese”.

Paolo Roat del CCDU

Secondo Paolo Roat, responsabile nazionale Tutela Minori del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus, “aiutare Giacomo e la sua famiglia non è solo un dovere dello Stato, ma è anche un investimento per il futuro. Ma per aiutarlo veramente dobbiamo renderci conto che Giacomo è il prodotto di un sistema malato, corrotto dalla psichiatria e dalle pratiche psichiatriche.

Giacomo non era deviante, non si drogava e non spacciava prima di finire per quasi 2 anni in una comunità psichiatrica contro la sua volontà. Lui e la sua famiglia avevano solo bisogno di aiuto, ma questo aiuto è stato tradito. Ci mettiamo a disposizione del sindaco e delle autorità per individuare delle alternative valide ai sistemi psichiatrici fallimentari attualmente in uso. Ma prima di tutto dobbiamo trovarlo”.

Una storia travagliata

Giacomo, di origini bielorusse, è stato adottato circa dieci anni fa. Manca ormai da un mese, fuggito dalla comunità dove era stato portato. I genitori temono il peggio e continuano a lanciare appelli: “Giacomo, torna a casa. Ti vogliamo bene e ti vogliamo aiutare”.

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