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Garlasco, parla la genetista Denise Albani: “Lavoriamo solo per dare giustizia a Chiara”

La perita del Gip che ha guidato la maxi-perizia sui reperti mai analizzati: "Nessuna pressione per il caso mediatico, il nostro unico obiettivo è la verità"

Garlasco, parla la genetista Denise Albani: “Lavoriamo solo per dare giustizia a Chiara”

La genetista Denise Albani, perita del Gip nel caso Garlasco, ha dichiarato che il focus della complessa analisi scientifica sui reperti è sempre rimasto incentrato sulla vittima Chiara Poggi. La scienziata ha poi sottolineato che il rigore, l’impegno e la responsabilità della Polizia Scientifica per trovare la verità rimangono massimi, indipendentemente dalla forte pressione mediatica del caso.

Garlasco, parla la genetista Denise Albani

Dietro i microscopi e i camici bianchi dei laboratori di genetica forense della Questura di Milano non ci sono solo algoritmi e sequenze di DNA, ma una precisa bussola morale. A ricordarlo, con fermezza e un velo di commozione, è Denise Albani, la genetista della Polizia di Stato scelta come perita dal Gip di Pavia per coordinare i complessi accertamenti dell’incidente probatorio sul delitto di Garlasco. Un lavoro titanico, ripartito dopo l’iscrizione nel registro degli indagati di Andrea Sempio, che la scienziata riassume così davanti alle telecamere del Tg1: “Il pensiero è sempre stato Chiara, costantemente rivolto a Chiara, perché è lei l’obiettivo principale”.

Al centro la vittima

Mentre la macchina mediatica e giudiziaria si concentra sui sospetti, sui profili dei presunti colpevoli e sui passaggi procedurali, l’indagine scientifica della Polizia di Stato ha voluto mantenere un punto di ancoraggio umano ben preciso.

£Ci tengo particolarmente a ricordare che lei è il centro della storia ed è lei al centro di tutto il contesto – ha spiegato Albani, sottolineando l’etica che guida gli esperti della Scientifica –. Noi che abbiamo lavorato in questi mesi lo abbiamo fatto col pensiero alla vittima, come si fa sempre quando si viene interpellati da un tribunale”.

Nessuna concessione, invece, alle indiscrezioni sui risultati del dossier consegnato al giudice lo scorso dicembre: “Non spetta a me commentare, io sono stata onorata dell’incarico. Il mio unico obiettivo è stato cercare di dare un contributo per la ricerca di verità e giustizia. Ulteriori valutazioni saranno fatte nelle sedi opportune”.

 

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“Un quesito complesso”

Il lavoro svolto nei laboratori milanesi non si è limitato a un semplice screening, ma è stato un vero e proprio scavo archeologico-giudiziario su elementi rimasti in ombra per anni o considerati allora “dubbi”. Rispondendo alle domande, la genetista ha tratteggiato i confini di quello che ha definito senza mezzi termini “un quesito complesso”.

L’attività della perita e della Polizia Scientifica si è articolata su tre fronti principali e strettamente interconnessi. In primo luogo, gli esperti si sono concentrati sui margini ungueali della vittima, alla ricerca di microscopiche tracce biologiche che Chiara Poggi potrebbe aver isolato nel tentativo di difendersi dal suo aggressore. Parallelamente, il team ha effettuato il riesame approfondito di scarti, spazzatura e acetati relativi alle impronte digitali trovate sulla scena del crimine, ovvero tutti quei reperti che nel tempo erano stati tralasciati o avevano fornito risposte incerte. Infine, l’intero materiale genetico raccolto è stato utilizzato per i delicati esami di comparazione con i profili dei soggetti attenzionati in questa nuova fase d’indagine, a partire dalla posizione dello stesso Andrea Sempio.

Chiara Poggi

“Passione e rigore”

Il delitto di Garlasco rimane uno dei casi di cronaca nera più divisivi e seguiti dall’opinione pubblica italiana, una pressione che avrebbe potuto far tremare i polsi a chiunque. Non agli esperti della Polizia di Stato.

Quando le è stato chiesto se avesse avvertito il peso di una simile responsabilità mediatica durante i mesi di isolamento in laboratorio, Denise Albani ha risposto con la freddezza e l’orgoglio di chi crede profondamente nelle istituzioni:

“Lavoriamo quotidianamente su tanti casi simili nel laboratorio di genetica forense della Polizia Scientifica. Ci mettiamo la stessa passione, lo stesso impegno e la stessa identica attenzione. Il nostro è un lavoro di massima responsabilità a prescindere dal contesto, e soprattutto a prescindere dal contesto mediatico“.

La parola, ora, passa definitivamente alle aule di giustizia.

Denise Albani

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