Continuano le indagini

Garlasco, le gemelle Cappa di nuovo sotto i riflettori: saranno interrogate, ecco perché

Un supertestimone mette in discussione vecchie certezze

Garlasco, le gemelle Cappa di nuovo sotto i riflettori: saranno interrogate, ecco perché
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Le gemelle Stefania e Paola Cappa di nuovo sotto i riflettori nel Caso Garlasco.

Garlasco, gemelle Cappa sotto i riflettori

Non si spengono i riflettori sull'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007. Nonostante la condanna definitiva di Alberto Stasi, ex fidanzato della vittima, il caso sta continuando a far discutere grazie a nuove indagini avviate dalla Procura di Pavia.

Ora l'attenzione è focalizzata sulle rivelazioni di un testimone chiave, che ha fornito nuovi elementi capaci di rimettere in discussione vecchie piste investigative.

Alberto Stasi

Testimone chiave?

I primi a estrarre dal cilindro la faccenda di un nuovo "supertestimone" erano stati quelli delle Iene ormai due settimane fa. La "gola profonda" prima li aveva rimbalzati, poi era tornato per "scaricarsi la coscienza" dopo 18 anni, ma il programma non aveva detto il perché, rimandando tutto alla Magistratura.

Intanto però i vari media specializzati di true crime hanno smascherato chi è questo "supertestimone" che avrebbe dichiarato di aver visto, la mattina del delitto, una giovane donna bionda in bicicletta con un treppiede da camino in mano.

Si tratterebbe di un camionista entrato per sbaglio la mattina dell’omicidio in via pascoli a Garlasco (una strada a fondo chiuso), dove abitava Chiara.

Da qui la solita ridda di ipotesi e illazioni: basta aprire TikTok per trovare una pletora di sedicenti esperti che promettono di svelare il "mistero" di Garlasco e molti, neppur troppo elegantemente, fanno riferimento a Stefania Cappa, cugina della vittima, il cui nome era già emerso in passato, ma senza conseguenze giudiziarie. Si parla della giovane bionda in bici, della parente di Chiara Poggi, anche se il collegamento non è mai del tutto esplicito.

A distanza di anni, la scienza forense ha fatto passi da gigante, e nuove analisi potrebbero fornire risposte rimaste finora sepolte. La domanda che resta sospesa è: sarà possibile ottenere verità e giustizia, oppure il tempo ha ormai cancellato ogni traccia utile?
Chiara Poggi

Chi sono le due gemelle Cappa

All'epoca dei fatti, nel 2007, le due gemelle Cappa, Stefania e Paola, furono al centro di una controversia mediatica nel periodo successivo al delitto. Le due ragazze (ribattezzate dai media ‘le cugine K’) erano finite sulle pagine dei giornali per aver lasciato davanti alla casa della cugina un mazzo di fiori e una foto che le ritraeva tutte e tre insieme, sorridenti. Lo scatto però si rivelò un fotomontaggio rudimentale: allora si era detto che fossero in cerca di notorietà.

Paola e Stefania Cappa sono figlie di Mariarosa Poggi, sorella di Giuseppe Poggi, il padre di Chiara. Sembra che le tre ragazze non avessero mai avuto rapporti stretti, ma che nei mesi prima dell’omicidio soprattutto Stefania si fosse riavvicinata alla cugina.

Nuovo interrogatorio

Un testimone all'epoca fece già il nome di Stefania Cappa per poi ritrattare. La giovane ha sempre dichiarato di essere rimasta in casa la mattina del delitto.

La Procura ha disposto nuovi interrogatori, che coinvolgeranno non solo Stefania ma anche la sorella Paola e altri membri della loro famiglia, anche se non è acclarato se il tutto rientri nel quadro più generale della riapertura delle indagini o sia specificamente legato alla questione sollevata dal sedicente supertestimone.

Il ruolo del DNA nelle indagini

Andrea Sempio durante un'intervista al TG1

Parallelamente, continuano gli accertamenti anche sulla figura di Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara. La consulenza del genetista Carlo Previderè ha stabilito che il DNA del 37enne, trovato tra i reperti raccolti nel 2007, è "da contatto" e non da trasferimento, aprendo nuove ipotesi sul suo possibile coinvolgimento. Gli investigatori intendono ora riesaminare tutti i materiali biologici rinvenuti sulla scena del crimine, nella speranza di ottenere riscontri più definitivi.

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