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Garlasco, la difesa di Sempio contesta le trascrizioni dei soliloqui: “Audio interpretati in modo errato”

L’avvocato Cataliotti a Quarto Grado critica l’informativa dei carabinieri e difende la lettura dei soliloqui: “Non sono confessioni, ma rielaborazioni di contenuti esterni”

Garlasco, la difesa di Sempio contesta le trascrizioni dei soliloqui: “Audio interpretati in modo errato”

Nel corso di Quarto Grado, la difesa di Andrea Sempio ha contestato la lettura delle intercettazioni dell’inchiesta sul delitto di Garlasco, definendo alcune trascrizioni “imprecise” e frutto di interpretazioni errate. Secondo l’avvocato Cataliotti e una consulenza tecnica, gli audio non conterrebbero elementi confessori ma semplici rielaborazioni di contenuti esterni o commenti online.

Gli audio delle intercettazioni

Nuove polemiche si addensano attorno alle intercettazioni relative all’inchiesta sul delitto di Garlasco. Nel corso della trasmissione Quarto Grado, andata in onda il 15 maggio 2026, l’avvocato Liborio Cataliotti, difensore di Andrea Sempio insieme alla collega Angela Taccia, è intervenuto per contestare la lettura di alcuni audio finiti al centro dell’attenzione mediatica e investigativa.

Le registrazioni, contenute in un’informativa dei carabinieri, sono state oggetto di ampia discussione nelle ultime settimane, alimentando interpretazioni divergenti tra accusa e difesa.

“Trascrizioni non fedeli agli originali”

Secondo Cataliotti, le trascrizioni delle intercettazioni non restituirebbero in modo accurato il contenuto reale degli audio. Il legale ha parlato di ricostruzioni “non corrette” e, in alcuni passaggi, addirittura “suggestive” o frutto di interpretazioni eccessivamente libere.

Nel suo intervento televisivo, l’avvocato ha invitato il pubblico a chiudere gli occhi e ascoltare direttamente i file audio per formarsi un’opinione autonoma, sostenendo che la lettura proposta negli atti investigativi non coinciderebbe con quanto effettivamente percepibile.

Diversa chiave di lettura

La difesa di Sempio ha quindi analizzato l’intero materiale audio raccolto dagli inquirenti, elaborando una memoria tecnica destinata alla Procura di Pavia. L’obiettivo, secondo quanto riferito, è fornire una diversa chiave di lettura dei contenuti contestati e chiarire il significato attribuito ai passaggi più controversi.

Secondo il legale, alcune interpretazioni emerse nel dibattito pubblico deriverebbero da una lettura parziale o non contestualizzata delle registrazioni.

Il nodo dei “soliloqui” e le perizie tecniche

Durante la trasmissione è intervenuto anche, Michele Vitiello, consulente tecnico informatico forense, che ha analizzato alcuni frammenti audio ripulendoli dal rumore di fondo. L’attenzione si è concentrata su alcuni passaggi ritenuti particolarmente rilevanti, tra cui riferimenti a un presunto video collegato al caso Chiara Poggi.

Secondo questa rilettura tecnica, alcune parole riportate nelle trascrizioni non sarebbero chiaramente udibili o potrebbero essere state fraintese, elemento che – secondo la difesa – inciderebbe sull’interpretazione complessiva dei dialoghi.

Secondo Vitiello, la parola “video” non sarebbe percepibile; l’esperto evidenzia inoltre come l’espressione “ce l’ho” suoni in realtà come “mica ce l’ho”. Si tratta di un elemento cruciale, capace di smentire le conclusioni degli inquirenti, che hanno interpretato quei soliloqui come una confessione aperta da parte di Sempio.

La lettura alternativa della difesa

Cataliotti ha inoltre sottolineato come, a suo avviso, le espressioni utilizzate da Sempio nei cosiddetti soliloqui non vadano interpretate come dichiarazioni dirette o confessioni, ma piuttosto come rielaborazioni personali di contenuti esterni.

In particolare, la difesa sostiene che si tratterebbe di riferimenti a discussioni e commenti reperiti online, rielaborati in forma discorsiva e non riconducibili a una narrazione dei fatti oggetto dell’indagine.

La posizione della difesa sarà ora sottoposta al vaglio della magistratura, che dovrà valutare le nuove argomentazioni e le perizie presentate. Il confronto tra interpretazioni tecniche e letture investigative resta quindi uno degli snodi centrali della fase attuale dell’inchiesta.