BATTUTE FINALI

Garlasco, depositati audio inediti su un possibile depistaggio nelle indagini

Mentre la Procura di Pavia si appresta a chiudere le indagini su Andrea Sempio, emergono anche dubbi sulla condanna definitiva di Alberto Stasi

Garlasco, depositati audio inediti su un possibile depistaggio nelle indagini

A quasi vent’anni dal delitto di Garlasco, l’ombra del dubbio torna ad allungarsi sulla verità giudiziaria che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi. Un nuovo capitolo si apre presso la Procura Generale di Milano, dove sono stati depositati file audio che aggiungono inquietudine all’inchiesta sulla morte di Chiara Poggi, avvenuta il 13 agosto 2007.

L’ipotesi del depistaggio

Lo studio legale Gasperini Fabrizi di Roma ha consegnato formalmente ai magistrati milanesi una serie di registrazioni ambientali carpite nel corso dell’ultimo anno. Non si tratta di semplici indiscrezioni, ma di contenuti che, secondo i legali, delineano “condotte suscettibili di assumere rilievo” e che suggerirebbero l’esistenza di un piano per deviare le indagini originali. Un depistaggio, insomma, come per altro già anticipato in tv dalla criminologa Roberta Bruzzone.

Il materiale è stato accompagnato da una ricostruzione tecnica volta a contestualizzare le conversazioni, nelle quali si farebbe riferimento a presunte pressioni esercitate per allontanare i sospetti dai reali responsabili. Al momento, il contenuto rimane protetto dal segreto investigativo.

E non si sa neppure per conto di chi abbia agito lo studio romano.

La “pista alternativa”

Le registrazioni vedrebbero al centro del nuovo scenario tre figure: Stefania Cappa, Andrea Sempio e Michele Bertani (l’amico di Sempio morto suicida nel 2016).

Secondo il presunto depistaggio, i tre avrebbero agito con ruoli distinti – una sorta di regia e un braccio esecutore – in un contesto legato al mondo della cocaina.

Andrea Sempio verso il processo

Parallelamente, la Procura di Pavia è pronta a chiudere il cerchio attorno ad Andrea Sempio, l’amico del fratello di Chiara Poggi, oggi indagato per omicidio. Secondo le indiscrezioni trapelate, la notifica di chiusura indagini sarebbe imminente e preluderebbe a una richiesta di rinvio a giudizio.

Gli inquirenti pavesi ritengono di aver raccolto elementi solidi per sostenere l’accusa contro Sempio, che all’epoca dei fatti aveva 19 anni. Tuttavia, la posizione della Procura appare in netto contrasto con le suggestioni mediatiche degli ultimi mesi: per i magistrati di Pavia, piste riguardanti riti satanici , cocaina o festini sono prive di fondamento, concentrando tutta l’attenzione esclusivamente sulla figura del giovane.

Dubbi sulla condanna di Stasi

Oggi, venerdì 24 aprile 2026 – scrive il Messaggero – il procuratore di Pavia, Fabio Napoleone, incontrerà a Milano la procuratrice generale Francesca Nanni. Un incontro chiesto dalla procura di Pavia nei giorni scorsi e che potrebbe avere al centro proprio la chiusura indagini sul caso ma anche il tema della revisione del processo di Alberto Stasi, fidanzato della vittima al momento dell’omicidio e già condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per il delitto avvenuto il 13 agosto 2007.

Un giudizio passato in giudicato che rende impossibile escluderlo dalla scena del crimine senza una revisione del processo su cui si dovrà esprimere con un parere la procura generale di Milano guidata da Francesca Nanni e su cui eventualmente deciderà la Corte d’Appello di Brescia. Gli investigatori hanno concluso le attività di indagine e depositato l’informativa finale in procura a Pavia, ma della presenza di Stasi sulla scena del crimine nella nuova inchiesta non ci sarebbe traccia.

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