La nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi registra un nuovo capitolo che si traduce in un nulla di fatto. Le cugine della vittima, Stefania e Paola Cappa, sono state sottoposte a intercettazioni telefoniche e ambientali per la durata di cinque mesi nell’ambito dell’ultimo filone d’indagine coordinato dalla Procura di Pavia, volto ad approfondire la posizione di Andrea Sempio. Le operazioni di ascolto, che hanno riguardato anche i dispositivi del fratello e dei genitori della coppia di gemelle, sono iniziate nel mese di gennaio e si sono concluse poco dopo il sopralluogo effettuato dalle forze dell’ordine nel canale di Tromello. Nell’informativa finale depositata dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, l’esito dei monitoraggi è risultato privo di rilievo penale (e investigativo).
Il controllo del canale a Tromello
La svolta investigativa che aveva originato i controlli era legata a un gossip riferito a una trasmissione televisiva, una confidenza ricevuta da una residente della zona, successivamente deceduta. Secondo tale narrazione, la mattina del delitto, avvenuto mercoledì 13 agosto 2007, una delle due parenti della vittima sarebbe giunta presso la casa della nonna con una borsa voluminosa per poi disfarsi di un oggetto. Per verificare la versione, mercoledì 14 maggio 2025 i militari hanno eseguito un’ispezione nel canale artificiale di Tromello. Gli accertamenti non hanno permesso il ritrovamento di alcun reperto utile alle indagini, tanto che il corso d’acqua non viene menzionato nei documenti conclusivi redatti dagli inquirenti.

La strategia investigativa e la mancanza di reazioni
Il monitoraggio telefonico è stato prolungato per due settimane successive all’ispezione. Come chiarito dal legale di Stefania Cappa, Valeria Mettica, gli investigatori intendevano valutare la reazione emotiva delle due sorelle alla diffusione mediatica delle ricerche dell’arma del delitto. La strategia non ha prodotto esiti: dalle relazioni tecniche emerge che la professionista intercettata manifestava preoccupazione esclusivamente per il danno reputazionale e per i risvolti sulla propria vita privata e lavorativa, dimostrando totale indifferenza rispetto alle ricerche nel canale.
La conferma dell’alibi attraverso le celle telefoniche
Nonostante l’ossessiva attenzione nel tempo sulle due congiunte, la loro estraneità era già stata vagliata e confermata dagli accertamenti condotti dal comando di Moscova. L’analisi tecnica dei tabulati e la localizzazione tramite celle telefoniche hanno ribadito che la mattina dell’omicidio le due giovani si trovavano all’interno della propria abitazione. Per tale motivo, nessuna delle due è mai stata iscritta nel registro degli indagati, neppure nel nuovo fascicolo processuale.
Le dichiarazioni della difesa sul segreto istruttorio
A dimostrazione della scarsa rilevanza delle registrazioni, la difesa ha evidenziato che su centocinquanta giorni di ascolti continuativi i dialoghi inerenti al caso giudiziario sono stati soltanto sedici. La penalista Valeria Mettica ha precisato che nessuna delle conversazioni registrate possiede rilevanza a fini probatori, lamentando inoltre la diffusione pubblica di tali contenuti da parte degli organi di stampa e la conseguente violazione dell’obbligo di riservatezza delle indagini preliminari.