LA DECISIONE

Garlasco, Andrea Sempio non farà la perizia psichiatrica: la difesa contesta l’utilità dell’esame

Il 38enne, unico indagato nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, non si sottoporrà personalmente alla valutazione. Il perito Roberto Catanesi dovrà lavorare su scritti, diari e soliloqui. La difesa: "Non basta una valutazione della personalità"

Garlasco, Andrea Sempio non farà la perizia psichiatrica: la difesa contesta l’utilità dell’esame

Andrea Sempio, unico indagato nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, non si sottoporrà alla perizia psichiatrica disposta dalla Procura di Pavia. La difesa contesta l’utilità dell’esame in assenza di una patologia, mentre proseguono gli accertamenti su impronta della scarpa e Dna.

Sempio non farà la perizia psichiatrica

La nuova inchiesta sul delitto di Garlasco entra in una fase particolarmente delicata sul fronte degli accertamenti sulla figura di Andrea Sempio. Il 38enne, unico indagato nel nuovo filone investigativo della Procura di Pavia per l’omicidio di Chiara Poggi, non ha infatti accettato di sottoporsi personalmente alla perizia psichiatrica disposta nei suoi confronti.

A confermarlo è il suo difensore, l’avvocato Liborio Cataliotti, che assiste Sempio insieme alla collega Angela Taccia. In un’intervista a La Provincia Pavese, il legale ha espresso forti perplessità sull’utilità della consulenza nel caso in cui non venga individuata una specifica patologia.

Liborio Cataliotti

L’incarico al perito

La consulenza psichiatrica era stata disposta dalla Procura di Pavia nel mese di maggio, dopo la chiusura delle indagini e il deposito delle consulenze presentate dalla difesa di Sempio. L’incarico è stato affidato allo psichiatra Roberto Catanesi, chiamato a valutare elementi relativi alla capacità di intendere e di volere dell’indagato e alla sua eventuale pericolosità sociale.

Il lavoro del perito, tuttavia, dovrà essere svolto senza un colloquio diretto con Sempio. Non essendoci stata la disponibilità dell’indagato a sottoporsi all’esame, Catanesi dovrà basarsi sul materiale riconducibile al 38enne: tra gli elementi da analizzare ci sono scritti, diari e anche i soliloqui registrati durante alcuni viaggi in automobile.

La posizione della difesa

È proprio sulle modalità e sulla rilevanza dell’accertamento che si concentra la posizione dei legali di Sempio. Secondo Cataliotti, la consulenza non dovrebbe limitarsi a delineare i tratti della personalità dell’indagato. Per la difesa, infatti, sarebbe necessario individuare un’eventuale patologia psichiatrica affinché l’accertamento possa assumere una concreta rilevanza nel procedimento.

Il legale sostiene inoltre che una semplice valutazione personologica non potrebbe essere utilizzata come elemento per fondare un giudizio di colpevolezza. La questione dovrà ora essere valutata alla luce delle conclusioni che il perito depositerà nei prossimi giorni.

Le altre consulenze

Parallelamente alla perizia psichiatrica, il procedimento sul delitto di Chiara Poggi prosegue attraverso altri accertamenti tecnici. Uno dei fronti riguarda la controversa impronta di scarpa individuata sulla scena del crimine e da anni al centro delle ricostruzioni investigative. La difesa di Sempio sostiene che le caratteristiche dell’impronta non sarebbero compatibili con la misura del piede del 38enne.

Su questo aspetto è già in corso una consulenza disposta dalla Procura di Pavia e affidata all’anatomopatologa forense Cristina Cattaneo. L’accertamento dovrà contribuire a chiarire la compatibilità tra l’impronta rilevata e le caratteristiche del piede di Sempio.

Il nodo del Dna

Un ulteriore capitolo dell’inchiesta riguarda invece il Dna individuato sotto le unghie di Chiara Poggi. La consulenza genetica è stata affidata al professor Carlo Previderè e rappresenta uno degli accertamenti destinati a incidere sulla ricostruzione investigativa del delitto. Le diverse consulenze dovranno quindi fornire alla Procura un quadro complessivo degli elementi raccolti nel nuovo filone dell’indagine.

La strategia della difesa

Nel frattempo, i legali di Andrea Sempio stanno portando avanti anche una serie di indagini difensive con l’obiettivo di mettere in discussione gli elementi che hanno portato all’iscrizione del 38enne nel registro degli indagati.

Oltre alla questione dell’impronta, la difesa ha fatto sapere di essere al lavoro su ulteriori aspetti dell’inchiesta, senza però anticiparne i contenuti.

Verso le prossime decisioni

Il deposito delle consulenze rappresenterà dunque un passaggio importante per la Procura di Pavia. Una volta completati gli accertamenti, l’ufficio inquirente dovrà assumere le proprie determinazioni sull’eventuale richiesta di rinvio a giudizio di Sempio. La decisione, in ogni caso, non spetterebbe alla Procura in via definitiva: un eventuale rinvio a giudizio dovrebbe essere valutato da un giudice terzo.

La vicenda giudiziaria si intreccia inoltre con la posizione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per l’omicidio di Chiara Poggi. Gli sviluppi della nuova inchiesta potrebbero quindi incrociarsi con la possibile richiesta di revisione della condanna.

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