cronaca

Furto nella canonica della chiesa di Pieve Porto Morone, identificati i ladri fuggiti con l’auto del prete

Si tratta di un 37enne e di un 44enne. Entrambi pregiudicati, sono accusati di furto aggravato

Furto nella canonica della chiesa di Pieve Porto Morone, identificati i ladri fuggiti con l’auto del prete

In pochi minuti, avrebbero rubato un cellulare, una somma di denaro contante e le chiavi della Fiat Punto di proprietà del sacerdote.

Beccati i ladri della canonica di Pieve Porto Morone

Si è chiusa con l’individuazione dei presunti responsabili l’indagine dei Carabinieri sul furto avvenuto lo scorso ottobre nella canonica della chiesa parrocchiale di San Vittore Martire, a Pieve Porto Morone, in provincia di Pavia.

Nella mattinata di giovedì 18 dicembre 2025, i militari della Stazione di Chignolo Po – con il supporto della Compagnia di Stradella – hanno denunciato due uomini, entrambi pregiudicati, ritenuti responsabili del colpo. Si tratta di K.R, 37enne residente ad Arena Po, e L.P, 44enne residente a Stradella.

Entrambi sono accusati di furto aggravato.

Erano fuggiti con l’auto del prete

I fatti risalgono alla mattinata del 18 ottobre. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due si sarebbero introdotti all’interno della casa canonica passando da una porta comunicante con la chiesa, incuranti del fatto che fossero presenti sia il parroco che la sua badante.

In pochi minuti, avrebbero portato via un cellulare, una somma di denaro contante e le chiavi della Fiat Punto di proprietà del sacerdote. Subito dopo, la fuga: uno dei due si sarebbe allontanato a bordo dell’auto rubata, parcheggiata nel cortile dell’oratorio, mentre il complice avrebbe fatto perdere le proprie tracce utilizzando un altro mezzo privato.

Identificati dopo due mesi

Le ricerche avviate immediatamente dall’Arma hanno permesso già nel tardo pomeriggio dello stesso giorno di rinvenire l’auto sottratta. La Fiat Punto è stata infatti individuata a Broni, nel quartiere Piave, all’interno del parcheggio del supermercato Esselunga, e riconsegnata al legittimo proprietario.

L’attività investigativa, tuttavia, non si è fermata. Nei mesi successivi i Carabinieri hanno proseguito gli accertamenti, analizzando le immagini di diversi sistemi di videosorveglianza e raccogliendo ulteriori riscontri utili.  Un lavoro paziente e meticoloso che ha consentito di ricostruire i movimenti dei sospettati e di identificarli.