Forno crematorio guasto, parla l’assessore Ruffinazzi

In riferimento alla situazione verificatasi in data 17 maggio l’Assessore agli Affari Generali e ai Servizi civici, Giuliano Ruffinazzi, fa alcune precisazioni.

Forno crematorio guasto, parla l’assessore Ruffinazzi
Pavia, 29 Maggio 2018 ore 10:45

Forno crematorio guasto, l’assessore Ruffinazzi fa alcune precisazioni.

Forno crematorio guasto: parla l’assessore Ruffinazzi

In un comunicato ufficiale l’Assessore agli Affari Generali e ai Servizi civici, Giuliano Ruffinazzi, fa alcune precisazioni in merito al guasto del forno crematorio comunale in data 17 maggio.
“In riferimento alla situazione verificatasi presso il forno crematorio comunale in data 17 maggio, con il dovuto rispetto della particolare situazione emotiva dei familiari coinvolti, sono con la presente a precisare, con chiarezza, la cronologia degli avvenimenti.
La segnalazione relativa al malfunzionamento del Forno Gem è pervenuta in data 17 maggio. In data 18 maggio si è reso necessario sospendere l’attività di cremazione e si è provveduto immediatamente a richiedere l’intervento di una ditta specializzata, allo scopo di accertare il guasto e la sua entità. A quella data risultavano in attesa di cremazione n° 13 salme”.

Salme trasferite

“Gli uffici cimiteriali, continua Ruffinazzi, in data 21 maggio provvedevano a comunicare alle ditte di Pompe Funebri la necessità di trasferire le salme presso altri forni crematori. Tra il 21 e 22 maggio le Imprese Funebri hanno provveduto al trasferimento di n° 11 salme mentre per due salme non si provvedeva nell’immediato a causa della contrarietà dei parenti al trasferimento. Dopo ulteriore sollecito degli uffici si provvedeva al trasferimento anche di queste due salme in data 25 maggio. In data 23 maggio il tecnico della ditta incaricata riscontrava un guasto allo scambiatore di calore. E’ opportuno sottolineare che, dalla data di rilevamento del guasto (18/5/2018) alla data in cui le agenzie hanno ritirato le salme in giacenza, il tempo trascorso è stato di 4 giorni”.

Attività ininterrotta

“A completezza di informazione si precisa che il forno lavora ininterrottamente dall’agosto del 2017, anche grazie alla decisione assunta dall’amministrazione di riservarne l’utilizzo solamente ai residenti della nostra città. L’ ultima sospensione dell’attività del forno, dal 23 agosto 2017 al 3 settembre 2017, risale infatti a quella data.
E’ bene precisare anche che il forno ha in essere un contratto di manutenzione ordinaria. Riguardo l’aspetto relativo alla gara per l’aggiudicazione della gestione del servizio di cremazione, rivendico con forza la volontà dell’amministrazione nel ricercare un soggetto privato a cui affidare la gestione del servizio in cambio del rinnovo dei forni e di un canone concessorio. Il tutto con l’obiettivo di avere finalmente un servizio efficiente e dignitoso”.

Gare di appalto

“La procedura per arrivare alla realizzazione di questo importante obiettivo è stata avviata nei primi mesi del 2016 ma, come purtroppo spesso accade, la gara in questione ha subito una serie di ricorsi al TAR e, ultimo, un ricorso al Consiglio di Stato che dovrebbe trovare una risposta nei primi giorni del mese di giugno. Purtroppo come è ormai prassi in questo paese, è facile vedersi bloccare appalti o procedure di gara a causa di ricorsi da parte delle ditte escluse e/o concorrenti”.
“Hanno subìto la stessa sorte l’appalto per la gestione del servizio mense del Comune, rimasto fermo per oltre due anni, il famoso appalto del TPL (stazione appaltante Provincia di Pavia), in ritardo anche questo di circa 2 anni, l’appalto per la gestione del calore, partito nel 2014 e sottoscritto dopo una serie di ricorsi nel 2017, appalto per il nuovo lotto del Monastero S. Clara anche lui oggetto di contenzioso durante la gara, e anche il recente appalto per la gestione dell’illuminazione pubblica è oggi oggetto di ricorso”.

Il fatto

La vicenda era iniziata quanto i parenti dei defunti avevano lamentato che a causa del guasto del forno, le salme dei propri cari erano state lasciate per giorni accatastate in una saletta vicina al forno, all’interno della struttura che si trova nel cimitero di San Giovannino. Le bare erano rimaste collocate in uno spazio privo di climatizzatore e senza celle frigorifere. Tutto questo aveva comportato, un’aria irrespirabile per l’odore rilasciato, ma anche un danno economico per le famiglie, costrette a far trasferire le salme in altro Comuni provvisti di forno crematorio attivo.

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