Una lite tra vicini a Pavia sfocia in un duplice reato: un uomo inventa di essere stato minacciato con un’arma venendo denunciato per procurato allarme. I Carabinieri, intervenuti sul posto, scoprono però nell’abitazione dell’altro un vero arsenale ereditato e mai denunciato, comprensivo di revolver e munizioni da guerra.
La chiamata ai Carabinieri
Quella che sembrava un’ordinaria serata di quartiere in via Brescia a Pavia si è trasformata, in pochi minuti, in un complesso caso che vede coinvolti due vicini di casa e un pericoloso deposito di armi non denunciate. Tutto ha avuto inizio intorno alle 18:00 del 20 aprile 2026, quando una telefonata concitata è giunta alla Centrale Operativa dei Carabinieri di Pavia. All’altro capo del filo, un uomo, con accento straniero e tono visibilmente agitato, chiedeva aiuto: “Il mio vicino mi sta minacciando con una pistola per un debito”.
La scoperta dell’arsenale
La risposta dei militari è stata immediata. Temendo il peggio, sul posto sono confluite una pattuglia della Sezione Radiomobile e una squadra della Sezione Operativa in abiti civili. Una volta isolata l’abitazione indicata, i Carabinieri hanno fatto scattare una perquisizione d’urgenza.
L’esito dell’ispezione ha confermato i timori sulla presenza di armi, seppur in un contesto diverso da quello denunciato. In casa di un 57enne pavese, i militari hanno rinvenuto un revolver carico e 54 cartucce calibro 38 special. Non solo: tra il materiale sequestrato è spuntato anche un proiettile calibro 7,62 NATO, un munizionamento classificato “da guerra” e di estrema pericolosità.
Eredità mai denunciata
Dagli accertamenti lampo condotti dagli investigatori è emerso che l’arma e i proiettili non erano mai stati denunciati alle autorità. Il 57enne ha giustificato il possesso spiegando che l’arsenale apparteneva al padre, deceduto ormai da tempo. Tuttavia, non aveva mai provveduto a regolarizzare la detenzione o a consegnare le armi, configurando così una grave violazione della legge sul controllo delle armi da fuoco. Per motivi precauzionali, i Carabinieri hanno proceduto anche al sequestro di tre spade giapponesi (katane) rinvenute nell’appartamento.
La ritrattazione
Mentre i militari procedevano al sequestro, il caso ha preso una piega inaspettata. Messo alle strette dagli inquirenti per ricostruire la dinamica delle presunte minacce, il vicino che aveva lanciato l’allarme è crollato. L’uomo ha ammesso di essersi inventato tutto: nessuna pistola puntata, nessuna minaccia di morte subita. Forse un estremo tentativo di risolvere un dissidio privato o una ritorsione legata a questioni di denaro.
Due denunce
Il bilancio dell’operazione si è concluso con due denunce alla Procura della Repubblica di Pavia. Il proprietario delle armi dovrà rispondere di detenzione abusiva di armi e munizioni (anche da guerra), mentre il vicino “fantasioso” è stato denunciato per procurato allarme. La sua menzogna, pur avendo svelato un illecito possesso di armi, ha mobilitato inutilmente le forze dell’ordine in un dispiegamento di emergenza, sottraendo risorse alla sicurezza pubblica.
