ANCORA VIOLENZA

Ennesima aggressione in carcere, poliziotto preso per il collo da un detenuto

E' successo a Vigevano: l'agente ha riportato una prognosi di 20 giorni

Ennesima aggressione in carcere, poliziotto preso per il collo da un detenuto
Pubblicato:

Ancora un'aggressione in carcere. Questa volta è successo al Piccolini di Vigevano nel pomeriggio di lunedì 22 luglio 2024: un detenuto ha preso per il collo un poliziotto.

Aggressione in carcere

Lunedì pomeriggio, intorno alle 17:30, un altro episodio di violenza ha scosso la casa di reclusione di Vigevano. Un detenuto di origini extracomunitarie ha aggredito un agente di polizia penitenziaria dopo aver utilizzato un espediente per uscire temporaneamente dalla sua cella.

Agente preso per il collo

Secondo la ricostruzione, il detenuto aveva chiesto di utilizzare il telefono per la chiamata settimanale, ma la sua richiesta sembrava più una scusa per allontanarsi dalla cella. Una volta fuori, infatti, ha simulato una telefonata cercando poi di trasferirsi in un’altra sezione del penitenziario, una richiesta che l’agente ha dovuto rifiutare. Di fronte al diniego, il detenuto ha reagito con violenza, afferrando l’agente per il collo.

Prognosi di 20 giorni

La situazione è stata risolta solo grazie all'intervento immediato di un altro poliziotto penitenziario, che ha impedito che la situazione degenerasse ulteriormente e ha riportato il detenuto sotto controllo. L'agente aggredito è stato trasportato al pronto soccorso, dove è stata diagnosticata una prognosi di 20 giorni per lesioni alla cervicale.

"Serve il taser"

Mirco Savastano, rappresentante del Sindacato della Polizia Penitenziaria (SPP), ha sottolineato che la situazione nelle carceri italiane, e in particolare nella casa di reclusione di Vigevano, continua a essere grave. I sindacati hanno da tempo sollevato la necessità di interventi concreti per garantire la sicurezza del personale penitenziario. Tra le soluzioni proposte c'è l'introduzione del taser, strumento che, secondo Savastano, potrebbe dissuadere comportamenti violenti e garantire una maggiore protezione agli agenti.

"Rimaniamo convinti che l’abilitazione della polizia penitenziaria all’uso della pistola elettronica possa contribuire a prevenire episodi simili in futuro", ha dichiarato Savastano.

Seguici sui nostri canali