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Campo numero 11

Dopo la vicenda del piccolo Emil, Pavia destina un’area per i defunti di religione islamica

Emil è il bambino azero di 8 anni di fede islamica, morto tragicamente a Cozzo, e per il quale non si è potuta dare degna sepoltura nel cimitero di Pavia.

Dopo la vicenda del piccolo Emil, Pavia destina un’area per i defunti di religione islamica
Cronaca Pavia, 26 Febbraio 2021 ore 17:07

A Pavia una nuova area per i defunti di religione islamica. “Sono stata profondamente colpita dalla vicenda del piccolo Emil”.

Pavia destina un’area per i defunti di religione islamica

“Sono stata profondamente colpita” – dichiara Barbara Longo, Assessore al Personale, Formazione e Sviluppo Risorse Umane, Pari Opportunità, Servizi Civici e Cimiteriali – “dalla vicenda del piccolo Emil, il bambino azero di 8 anni di fede islamica, morto le scorse settimane a Cozzo Lomellina, per il quale non si è potuta dare degna sepoltura nel cimitero di Pavia, né in quello di Vigevano che, pur avendo posto, da regolamento non poteva accettare i non residenti.

Ho così immediatamente deciso di verificare la possibilità di destinare un nuovo campo all’interno del Cimitero Monumentale di Pavia, in via San Giovannino, alle sepolture dei defunti musulmani. Insieme all’architetto che segue l’area cimiteriale” – spiega l’Assessore – “Abbiamo individuato il campo numero 11, non vincolato ad una destinazione definita, e abbiamo quindi deciso di realizzare una nuova superficie destinata alle sepolture per i defunti musulmani”.

La sepoltura dei credenti musulmani

All’interno del cimitero monumentale di Pavia è da tempo presente una superficie destinata alla sepoltura dei credenti musulmani, ma al momento non ci sono più posti disponibili: per questo motivo non è stato possibile accogliere la salma di Emil.

La fede islamica, infatti, segue regole diverse in fatto di sepoltura: prevede l’inumazione ma non l’esumazione. L’attuale emergenza sanitaria, inoltre, con la conseguente chiusura delle rotte aeree e marittime dall’Italia verso l’estero, ha reso impossibile il rimpatrio delle salme nei Paesi d’origine, accentuando il problema della gestione degli spazi.

“La scorsa settimana” – prosegue l’assessore Longo – “Ho incontrato, insieme al Consigliere Demaria, il dottor Badri, presidente dell’associazione Centro Culturale per il Dialogo di Pavia. Il dottor Badri, in quell’occasione, sia verbalmente sia attraverso una lettera protocollata e indirizzata al Sindaco, ha evidenziato la richiesta di concessione di un’area per la sepoltura di cittadini di fede musulmana, considerato anche che c’è oramai una terza generazione di persone, a tutti gli effetti cittadini italiani, che non hanno un interesse concreto a essere sepolti nei paesi di origine dei loro avi.

La delibera è stata approvata all’unanimità dalla Giunta e il mio obiettivo è quello di promuovere una sempre maggiore integrazione tra cittadini di diverse culture e religioni, ancora di più in considerazione del delicato momento emergenziale dovuto al Covid. Posso inoltre aggiungere che l’associazione del dottor Badri da anni collabora con il Comune e l’Assessorato alle Pari Opportunità facendo parte del Tavolo Interreligioso”.

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