centro di riferimento regionale

Diventare mamma al tempo del Covid-19: al San Matteo si può

Dal 21 febbraio ad oggi al Policlinico sono nati 447 bambini: 6 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Diventare mamma al tempo del Covid-19: al San Matteo si può
Pavia, 20 Maggio 2020 ore 11:45

Diventare mamma al San Matteo di Pavia al tempo del Coronavirus: 447 i bambini venuti al mondo da inizio pandemia ad oggi.

Diventare mamma al tempo del Covid-19 al San Matteo

Dal 21 febbraio ad oggi, al San Matteo sono nati 447 bambini: 6 in più rispetto ai nati nello stesso periodo dello scorso anno.
Un’attività, quella di ricovero per il travaglio e per il parto, che in questi mesi di epidemia ha subito un incremento legato proprio all’accoglienza delle gravide positive al COVID-19: 12 in tutto.
Questo è stato possibile anche perché, appena è scattata l’emergenza, il San Matteo si è attivato con l’adozione di linee guida per la gestione di casi sospetti, probabili o certi all’interno dei reparti del Dipartimento Salute della Donna e del Bambino.

Percorsi separati e personale dedicato

Presso il Punto Nascita del San Matteo, già identificato come centro di riferimento regionale per l’accoglienza delle pazienti affetta da Covid-19, da subito sono stati realizzati percorsi separati, con personale dedicato: dall’accesso al Pronto Soccorso fino alla degenza in reparto, passando per l’ambulatorio e il blocco parto.

Come è avvenuto e come avviene?

“Quando una donna gravida “a rischio” si presenta in pronto soccorso Ostetrico viene accolta in una stanza dedicata, si esegue il tampone naso-faringeo e si esegue una valutazione del benessere fetale e materno. Se il tampone è negativo la donna segue il percorso routinario se, invece, il tampone risulta positivo, la paziente viene sottoposta ad RX torace e consulenza infettivologica” spiegano i medici della UOC Ostetricia e Ginecologia del San Matteo.

“In questo momento, in cui le ragioni di distanziamento sociale obbligano ad affrontare il parto senza il supporto della famiglia, si è pensato di poter meglio supportare la donna offrendo un supporto one to one con un’ostetrica dedicata – proseguono i ginecologi -. I controlli delle neomamme che hanno sviluppato una patologia polmonare proseguono anche nel post partum con un contatto diretto con i medici del reparto e la sorveglianza ecografica del polmone. Inoltre, alle donne che contraggono il virus durante il 1° e 2° trimestre di gravidanza è garantita una presa in carico ambulatoriale fino al parto da una equipe multidisciplinare (Ginecologo, Ecografista Ostetrico, Infettivologo, Neonatologo ed Anestesista) per la sorveglianza e il monitoraggio della terapia”.

“L’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia, guidata dal professore Arsenio Spinillo, è da sempre un centro di riferimento regionale e, ancora una volta, ha dimostrato l’alto livello di professionalità che ci ha permesso, in questo caso, sin dai primi giorni dell’emergenza di far fronte alle necessità delle pazienti che si affidavano al San Matteo per partorire” commenta Antonio Triarico, Direttore Sanitario della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo.

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