LICENZA SOSPESA

Discoteca abusiva e lavoratori in nero: chiuso bar a Spessa

Serata danzante senza agibilità antincendio, vie di fuga bloccate e sei lavoratori in nero: scatta la sospensione di 15 giorni

Discoteca abusiva e lavoratori in nero: chiuso bar a Spessa

Il Questore di Pavia ha sospeso la licenza di un bar a Spessa, trasformato abusivamente in una discoteca clandestina senza norme antincendio e uscite di sicurezza funzionanti. Il controllo ha inoltre portato alla luce l’impiego di sei lavoratori in nero, tra cui una vedetta utilizzata per eludere i passaggi delle forze dell’ordine.

Discoteca abusiva

Una vera e propria discoteca clandestina, mascherata da tranquillo bar di provincia, con tanto di consolle DJ, uscite di sicurezza sbarrate e una “vedetta” all’esterno incaricata di monitorare il passaggio delle forze dell’ordine per fare abbassare tempestivamente la musica.

È lo scenario emerso a Spessa, dove il Questore di Pavia ha disposto l’immediata sospensione dell’autorizzazione all’esercizio per 15 giorni. Il provvedimento, di natura preventiva e cautelare, è stato notificato nella giornata di ieri (giovedì 21 maggio 2026) dagli agenti della Squadra Amministrativa della Divisione P.A.S.I., mettendo un freno a una situazione di grave e immanente pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Il controllo

Il provvedimento nasce da un controllo mirato scattato a metà maggio, intorno a mezzanotte, quando il personale congiunto della Squadra Amministrativa e Giudiziaria della Questura ha fatto irruzione nel locale. Gli agenti si sono trovati di fronte a un evento di pubblico spettacolo in piena regola, capillarmente pubblicizzato sui social network e tramite locandine cartacee, ma completamente privo delle necessarie autorizzazioni. La struttura era infatti sprovvista sia della licenza di pubblico spettacolo, sia del fondamentale certificato di agibilità per la prevenzione degli incendi.

L’interno del bar era stato radicalmente trasformato: i tavoli erano stati accatastati e spostati per ricavare una vera e propria pista da ballo, immersa in luci soffuse. Al centro della sala campeggiava una consolle professionale con due DJ e un impianto audio di grandi dimensioni che diffondeva musica ad altissimo volume.

Al momento del blitz, i poliziotti hanno identificato circa sessanta clienti, la metà dei quali stipati a ballare davanti al bancone, mentre i restanti si trovavano accalcati all’esterno, sotto il porticato.

Vie di fuga bloccate, ma non solo…

A preoccupare maggiormente l’autorità di Pubblica Sicurezza sono state le gravissime violazioni strutturali relative alla sicurezza dei presenti. Il forte sovraffollamento registrato all’interno bloccava di fatto l’unica via di deflusso utilizzabile. La seconda uscita di emergenza del locale, infatti, è risultata del tutto inutilizzabile poiché priva del maniglione antipanico, una condizione che avrebbe reso impossibile un’evacuazione rapida e sicura in caso di incendio.

Gli agenti hanno inoltre documentato, anche tramite riprese video e rilievi fotografici, la condotta fortemente pericolosa degli avventori assembrati all’esterno: molti di loro lanciavano con noncuranza mozziconi di sigaretta ancora accesi a pochissimi metri dalle colonnine di erogazione della stazione di servizio di carburante adiacente al bar, creando un rischio altissimo di innesco e potenziale esplosione.

Lavoratori in nero

I successivi accertamenti investigativi della Polizia di Stato hanno portato alla luce un ulteriore e pesante quadro di illegalità sul fronte occupazionale e operativo. All’interno dell’attività erano impiegati ben sei lavoratori completamente “in nero”, privi di qualsiasi contratto o tutela assicurativa: quattro banconieri, un fotografo e un addetto alla sicurezza irregolare.

Proprio a quest’ultimo era stato affidato un compito specifico e sistematico: posizionarsi all’esterno per monitorare la zona e segnalare tempestivamente l’avvicinarsi delle pattuglie della Polizia o dei Carabinieri. Il piano prevedeva l’immediata interruzione della musica per eludere i controlli, un espediente che – come accertato dagli inquirenti – era già stato messo in atto con successo per ben due volte nella stessa serata al solo transito delle auto d’istituto nelle vicinanze.

Rischio revoca definitiva

L’applicazione dell’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (Tulps) si è resa indispensabile per arginare un grave clima di allarme sociale. La programmazione sui canali social del locale, che prevedeva già un calendario fitto di eventi musicali abusivi per le prossime settimane, ha spinto il Questore a decretare la chiusura temporanea immediata per bloccare la prosecuzione di condotte pericolose.

Dalla Questura fanno sapere che il provvedimento ha un chiaro valore di diffida: qualora si dovessero ripetere simili episodi, la licenza del bar sarà revocata in via definitiva.