Cronaca
Prima Udienza: 2 dicembre

Delitto Gambolò: giudizio immediato per Giovanni Vezzoli, l'omicida di Thomas Mastrandrea

L’anziano deve rispondere dei pesanti reati di omicidio volontario con l’aggravante dei futili motivi.

Delitto Gambolò: giudizio immediato per Giovanni Vezzoli, l'omicida di Thomas Mastrandrea
Cronaca Lomellina, 20 Ottobre 2022 ore 09:44

Omicidio Gambolò: giudizio immediato per Giovanni Vezzoli che dovrà comparire davanti alla Corte d'Assise di Pavia il prossimo 2 dicembre. La richiesta del Pm subito riscontrata dal Gip: l’anziano deve rispondere dei pesanti reati di omicidio volontario con l’aggravante dei futili motivi.

Omicidio Gambolò

Dovrà comparire per giudizio immediato il prossimo 2 dicembre 2022, alle ore 9, dinanzi la Corte d’Assise di Pavia Giovanni Vezzoli, il pensionato di 85 anni che il 5 giugno 2022, nella sua casa di Gambolò, ha ucciso con un colpo di fucile Thomas Achille Mastrandrea, 42 anni, di Nicorvo, dopo un’accesa discussione avvenuta in cucina con “oggetto” la madre della vittima, Graziella Maria Casnici, 59 anni, che prestava da tempo il proprio servizio per pochi euro al giorno, in nero, in quell’abitazione di campagna in via Cascina Nuova Litta come badante, prendendosi cura soprattutto della figlia disabile dell’anziano: il figlio pretendeva che il “datore di lavoro” della madre rispettasse le promesse e gli impegni assunti e la mettesse finalmente in regola contrattualmente.

Gli accertamenti dei Ris di Parma

Il Pubblico Ministero della Procura pavese titolare del procedimento penale, la dott.ssa Diletta Balduzzi, al termine delle indagini preliminari, con richiesta dell’11 ottobre, evidenziato che la prova della responsabilità dell’imputato appare evidente alla luce di tutte le fonti versate in atti, tra cui gli accertamenti irripetibili (soprattutto balistici) svolti dai Ris di Parma, ha chiesto appunto il giudizio immediato per Vezzoli, che si trova detenuto presso il carcere di Pavia, per i reati di omicidio volontario aggravato dai futili motivi.

Omicidio volontario

Gli si imputa, dopo la lite e dopo che Mastrandrea si era allontanato dalla cucina per fare la valigia della madre e portarla via da quella casa, di aver preso il proprio fucile semiautomatico Beretta calibro 12, di averlo caricato con una cartuccia e, una volta che il quarantaduenne era uscito nel cortile con la valigia, di aver esploso nei suoi confronti un colpo d’arma da fuoco che lo ha attinto all’addome, cagionandone così la morte.

Prima udienza il 2 dicembre

Alla luce della richiesta il giudice per le indagini preliminari dott. Pasquale Villani, rilevato a sua volta che la prova appare evidente, in data 18 ottobre ha emanato appunto il decreto che dispone il giudizio immediato, fissando al 2 dicembre la prima udienza di un processo dal quale la moglie di Mastrandrea, Giusy, assistita dall’avv. penalista del foro di Milano Laura Bastia e da Studio3A Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, si aspetta giustizia.

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