Cronaca

Debiti: con l'acqua alla gola, imprenditore minacciato

Dopo mesi di minacce e intimidazioni è finito l’incubo per un 50enne vogherese.

Debiti: con l'acqua alla gola, imprenditore minacciato
Cronaca Voghera, 17 Maggio 2019 ore 13:18

Stretto nella morsa dei debiti, un imprenditore 50enne vogherese vittima per mesi di minacce e intimidazioni.

Il debito

Dopo mesi di minacce e intimidazioni è finito l’incubo per un 50enne vogherese stretto nella morsa dei debiti e, per questo, costretto a subire ritorsioni dai suoi creditori. Il commerciante nell’anno 2014 aveva rilevato da un imprenditore straniero un’attività commerciale, concordando di versare il prezzo in piccole rate. La crisi economica degli ultimi anni, sfortunatamente però, ha colpito anche la povera vittima, costretta ben presto a chiudere la propria attività e ritrovandosi un debito ingente ancora da saldare.

Minacce e inseguimenti

Da quel momento hanno avuto inizio le pressioni del creditore, un 33enne di origine indiana, abitante alle porte di Pavia e di un sedicente “mediatore” di etnia sinti, attuate anche con minacce, inseguimenti ed incontri tutt’altro che casuali. Dopo mesi di pressioni e incontri sgraditi il “mediatore”, oltre al credito del suo complice indiano, ha iniziato a pretendere anche una somma per la propria “intermediazione”, spingendosi fino a minacciare la vittima con un coltello.

La denuncia ai carabinieri

L’imprenditore, quindi, esasperato, si è rivolto ai Carabinieri della Compagnia di Voghera ai quali ha raccontato gli episodi di cui era rimasto vittima tra ottobre 2018 e gennaio 2019, epoca in cui è riuscito finalmente a saldare il debito. I Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Voghera, così, grazie ad una meticolosa attività investigativa, sono riusciti ad identificare il complice del creditore indiano, un 35enne nomade di etnia “sinti” che è stato pertanto denunciato in stato di libertà insieme all’extracomunitario di nazionalità indiana per il reato di “esercizio arbitrario delle proprie ragioni”.

Il furto della catenina d'oro

Durante le indagini i Carabinieri di Voghera hanno accertato inoltre che l’uomo aveva anche derubato il commerciante, sottraendogli una catenina d’oro, giustificando l’azione quale anticipo per la sua attività di intermediazione. Per tali fatti i due aguzzini dovranno rispondere, innanzi all’Autorità Giudiziaria, quindi, non solo di “esercizio arbitrario delle proprie ragione con violenza sulla persona”, ma anche di “minaccia aggravata e furto”.

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