Operazione "Aquila Nera"

Da Vigevano al Vercellese per spacciare droga VIDEO – FOTO

Cinque magrebini arrestati dopo circa un anno di indagine. 

Vigevano, 29 Luglio 2020 ore 13:14

La Polizia di Stato, durante una prolungata e articolata indagine, ha arrestato cinque uomini dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti nelle zone boschive del Vercellese. In manette anche due Vigevanesi.

L’indagine

L’attività investigativa era iniziata nel mese di agosto 2019 quando la Squadra Mobile era venuta a conoscenza di un fiorente mercato di spaccio di sostanze stupefacenti posto in essere da cittadini di etnia magrebina nelle zone boschive dei comuni vercellesi e nelle adiacenze della sponda destra del fiume Sesia. Immediatamente gli uomini della sezione “Antidroga” hanno iniziato una serie di servizi di osservazione nelle piazze di spaccio segnalate e, durante uno di questi, si sono imbattuti in due presunti “pusher” che stavano cedendo delle dosi di droga ad alcuni tossicodipendenti locali. Tuttavia i pusher, accortisi della presenza delle Forze dell’Ordine, sono riusciti a darsi alla fuga abbandonando sul posto lo stupefacente che stavano vendendo.

Lo stupefacente sequestrato

In quell’occasione, gli Uomini della Squadra Mobile hanno sequestrato circa 300 grammi di hashish, 50 grammi di cocaina, 50 grammi di eroina oltre al materiale per il confezionamento delle sostanze stupefacenti e la somma di euro 400, provento dell’attività illecita. Inoltre, sono stati identificati sul posto alcuni acquirenti, noti tossicodipendenti, che hanno fornito notizie più o meno dettagliate sui loro fornitori, oltre che una loro descrizione. Questi elementi, approfonditi dagli agenti, hanno consentito una compiuta identificazione dei due spacciatori.

Identificato un terzo pusher

L’indagine ha permesso di accertare che la giornata “lavorativa” dei due spacciatori iniziava verso le ore 11:00/11:30 del mattino e terminava verso le ore 21:00 della sera e numerosissime erano le cessioni di droga effettuate a favore di tossicodipendenti provenienti dalle province di Vercelli, Biella, Novara e Verbania, con notevoli incassi quotidiani.

Continuando nei servizi di osservazione, si è riuscito ad identificare un terzo uomo, sempre di origine marocchina, che più volte si era recato nella piazza di spaccio di Arborio (VC), con la finalità di rifornire gli spacciatori delle sostanze stupefacenti da commercializzare.

Nei primi giorni di ottobre il terzo uomo, un ventisettenne marocchino pregiudicato per reati in materia di stupefacenti, mentre si stava dirigendo nella piazza di spaccio con la propria autovettura è stato arrestato in flagranza dagli uomini della Squadra Mobile, che a bordo della vettura ha rinvenuto 500 grammi di eroina.

Spacciatori intercettati

Nei primi giorni di novembre, gli investigatori della Squadra Mobile, nel corso dei numerosi servizi di appostamento svolti nella zona, hanno intercettato l’autovettura utilizzata dagli spacciatori per raggiungere il luogo di “lavoro”. In tale occasione si è deciso di procedere al controllo dell’autovettura e dei due occupanti. Questi ultimi, cercando di darsi alla fuga, hanno innestato la retromarcia urtando l’autovettura di servizio e provando poi a fuggire a piedi, ma sono stati comunque fermati e immobilizzati dagli agenti.

A bordo dell’auto si trovavano gli spacciatori, che erano stati notati più volte nei pressi del fiume Sesia, un diciassettenne ed un diciannovenne entrambi marocchini incensurati, che sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria in quanto indiziati del delitto di spaccio di sostanze stupefacenti.

La perquisizione a Vigevano

Successivamente si è sottoposto a perquisizione l’appartamento di Vigevano (PV) in cui i due vivevano, dove sono stati rinvenuti e sequestrati circa 5.000 euro provento dell’attività di spaccio. Dalle successive indagini si è potuto accertare che mentre il maggiorenne aveva il compito di rispondere al telefono ai “clienti” e raccogliere le loro ordinazioni, il minorenne aveva il compito di confezionare le dosi di sostanze stupefacenti, cederle ed incassare il denaro della transazione.

Gli arresti

Per quanto riguarda i tre individui tratti in arresto durante l’attività d’indagine si rappresenta che le Autorità Giudiziarie competenti, in sede di convalida dei provvedimenti restrittivi, hanno chiesto ed ottenuto la custodia cautelare in carcere, grazie ai numerosissimi elementi di reità raccolti durante le indagini.

Si segnala, altresì, che nei primi giorni di Gennaio, il minore è stato colpito da un secondo provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Torino.

Sulla scorta di quanto sopra evidenziato, si ritiene che la piazza di spaccio ubicata tra i Comuni di Arborio (VC) e Ghislarengo (VC) fosse stata liberata dagli spacciatori, ma tale speranza è decaduta quando si è appresa la notizia che, nei pressi del ponte sul fiume Sesia, avevano ripreso ad operare due spacciatori di etnia magrebina, i quali sono stati contattati dai “clienti” che prima si rifornivano dagli arrestati.

Pertanto, al fine di stroncare sul nascere il traffico di sostanze stupefacenti posto in essere dai nuovi “pusher”, gli agenti della “sezione Antidroga” hanno deciso di intervenire subito, addentrandosi nel bosco, dove hanno notato due giovani magrebini. I due, pensando presumibilmente che si trattasse di nuovi acquirenti di sostanze stupefacenti, non si sono allontanati dal luogo dove si trovavano ed uno di loro si è pure avvicinato agli agenti, salutandoli.

I poliziotti si sono qualificati e, a questo punto, il primo dei due uomini, realizzando che i presunti clienti erano in realtà agenti di polizia, ha provato a fuggire ma è stato immediatamente immobilizzato.

Nel frattempo, anche l’altro uomo si è dato alla fuga lanciandosi velocemente nella boscaglia ma una volta raggiunto e, nonostante avesse cercato di eludere la cattura colpendo con calci e pugni gli operatori della Polizia di Stato, è stato bloccato e immobilizzato.

Sul posto è stato rinvenuto il bilancino elettronico di precisione utilizzato per pesare le dosi di droga ed il materiale utile per il confezionamento delle medesime motivo per il quale i due, un venticinquenne ed un trentunenne, entrambi marocchini pluripregiudicati per reati in materia di stupefacenti, sono stai arrestati in flagranza per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti, oltre che per il reato di resistenza a Pubblico Ufficiale.

Anche questi ultimi, in sede di convalida dell’arresto, sono stati sottoposti alla misura della custodia cautelare in carcere.

La droga sequestrata

All’esito della complessa attività d’indagine “Aquila Nera”, durata circa un anno, la Squadra Mobile ha sequestrato, complessivamente, circa 600 grammi di eroina, 300 grammi di hashish e 100 grammi di cocaina che, una volta commercializzati, avrebbero fruttato almeno 50.000 euro.

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