CRONACA

Da un semplice “like” a oltre 20mila euro perduti: smantellata la rete dei falsi investimenti in criptovalute

La Polizia di Voghera denuncia dieci persone dopo un’indagine che ha ricostruito flussi di denaro e metodi di raggiro sofisticati, tra task scam, smurfing e piattaforme di trading fasulle

Da un semplice “like” a oltre 20mila euro perduti: smantellata la rete dei falsi investimenti in criptovalute

La Polizia di Voghera ha smantellato una rete di truffatori online, denunciando dieci persone per una truffa di “task scam” da oltre 20mila euro. Le vittime venivano adescate su WhatsApp e indotte a investire in criptovalute su una piattaforma fittizia.

Truffa online: 10 denunciati

Un semplice “like” su una foto aziendale per arrotondare lo stipendio. Sembrava un lavoretto innocuo, il classico raggiro via social, e invece si è trasformato in un incubo finanziario da oltre 20mila euro. A porre fine a questo schema criminale sono stati gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Voghera che, al termine di una complessa indagine conclusasi il 10 febbraio 2026, hanno denunciato 10 persone ritenute responsabili di associazione a delinquere finalizzata alla truffa.

L’adescamento su WhatsApp e la trappola del “Task Scam”

Tutto ha avuto inizio con la denuncia di un 36enne, adescato tramite WhatsApp da un’utenza con prefisso internazionale. La tecnica utilizzata è quella del “Task Scam”: inizialmente ai malcapitati vengono proposti piccoli compiti, come mettere “mi piace” a foto o video aziendali, ricevendo in cambio micro-pagamenti immediati. Un metodo subdolo per conquistare la fiducia della vittima e convincerla a passare su piattaforme di messaggistica più protette e anonime, come Telegram, per operazioni di ben altra entità.

La finta piattaforma “Exprivia”

Una volta guadagnata la fiducia della vittima, i truffatori – presentandosi come tutor esperti – hanno spinto l’uomo a iscriversi a una piattaforma di trading online fasulla chiamata “EXPRIVIA”. Promettendo rendimenti stellari grazie alle criptovalute, i criminali hanno indotto il 36enne a effettuare, tra gennaio e febbraio 2025, ben undici bonifici bancari. Sul monitor, il capitale sembrava crescere a vista d’occhio, ma si trattava solo di numeri falsi: al momento di prelevare i guadagni, l’amara scoperta dell’impossibilità di recuperare il denaro versato.

Identificati i responsabili

Per evitare i controlli anti-riciclaggio degli istituti di credito, la banda utilizzava la tecnica dello “smurfing”, frammentando l’importo totale in numerosi versamenti di piccolo taglio. Tuttavia, gli investigatori di Voghera sono riusciti a tracciare la filiera del denaro. Analizzando i flussi bancari e incrociando i dati dei documenti d’identità utilizzati per aprire gli undici IBAN beneficiari, la Polizia ha identificato i dieci soggetti coinvolti. Residenti in diverse località italiane, i truffatori fungevano da terminali per la raccolta del denaro sporco e sono ora accusati di aver orchestrato o favorito il raggiro.