CRONACA

Da Pavia al Padovano per acquistare una Porsche con un assegno falso, ma il venditore non ci casca

Sventata una truffa ai danni di un venditore locale grazie alla prudenza e al controllo bancario preventivo

Da Pavia al Padovano per acquistare una Porsche con un assegno falso, ma il venditore non ci casca

Un commerciante padovano ha sventato la truffa di una Porsche da 65mila euro smascherando un assegno falso grazie a un controllo bancario. I Carabinieri hanno teso un’imboscata nell’azienda e denunciato due uomini della provincia di Pavia che tentavano di sottrarre l’auto di lusso.

L’acquisto della Porsche

Non capita tutti i giorni di vedere sfumare un affare da 65mila euro in pochi minuti, ma per un venditore di Montagnana, nel Padovano, l’istinto ha contato più di una stretta di mano. Quella che doveva essere la vendita lampo di una Porsche si è trasformata, nel pomeriggio di martedì 3 marzo 2026, in un’operazione di polizia giudiziaria che ha portato alla denuncia di due uomini residenti in provincia di Pavia, rispettivamente di 33 e 57 anni, pronti a dileguarsi con la vettura di lusso in cambio di carta straccia.

Come riporta Prima Padova, la vicenda ha preso il via sulle vetrine digitali di un noto portale di compravendita, dove l’annuncio della Porsche aveva attirato l’interesse dei due sospettati. Dopo una serie di contatti telefonici e messaggi volti a costruire un clima di fiducia, le parti avevano raggiunto l’accordo economico.

L’assegno falso

Il piano dei compratori appariva solido: un incontro di persona presso l’azienda del venditore nel padovano per visionare l’auto, firmare il passaggio di proprietà e consegnare un assegno circolare, lo strumento che per antonomasia dovrebbe garantire l’immediata disponibilità dei fondi.

Nonostante l’apparente regolarità della trattativa, la prudenza dell’imprenditore ha giocato un ruolo decisivo. Prima di apporre l’ultima firma sul passaggio di proprietà, il titolare dell’attività ha deciso di sottoporre il titolo di credito a una verifica preventiva presso un istituto bancario locale. L’intuizione si è rivelata provvidenziale perché gli accertamenti tecnici hanno scoperchiato l’inganno. L’assegno non solo presentava sistemi di sicurezza difformi dagli standard, ma riportava come ente emittente una filiale fantasma, del tutto inesistente nei registri interbancari.

Truffatori denunciati

Una volta accertata la falsità del documento, la scena si è spostata dal bancone della banca agli uffici della ditta, dove i Carabinieri della Stazione di Montagnana e i colleghi del N.O.R.M. della Compagnia di Este hanno orchestrato una trappola silenziosa. I militari si sono appostati all’interno della struttura, attendendo il ritorno dei due acquirenti che credevano di essere ormai a un passo dal mettersi alla guida della Porsche. Al loro arrivo, invece della chiave dell’auto, i due hanno trovato ad attenderli le forze dell’ordine. Il documento contraffatto è stato immediatamente sequestrato e per la coppia di truffatori è scattata la denuncia in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Rovigo con l’accusa di tentata truffa in concorso.