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Da Chieti a Pavia con un volo militare per un trapianto di polmone salvavita

Un volo dell'Aeronautica Militare e una staffetta tra Abruzzo e Lombardia portano al San Matteo un 65enne in condizioni critiche

Da Chieti a Pavia con un volo militare per un trapianto di polmone salvavita

Un volo d’urgenza dell’Aeronautica Militare ha trasportato da Chieti a Pavia un uomo di 65 anni in pericolo di vita per un trapianto di polmone. L’operazione, coordinata tra Prefettura, 118 e Polizia, ha permesso il ricovero immediato del paziente presso l’eccellenza del Policlinico San Matteo.

Da Chieti a Pavia per un trapianto di polmone

Nel cuore della notte, mentre la città dormiva sotto una pioggia battente, la pista dell’aeroporto di Linate si illuminava per accogliere un volo d’emergenza che trasportava l’ultima speranza di vita per un uomo di 65 anni. Destinazione finale: il Policlinico San Matteo di Pavia. Si è conclusa così, con un trasferimento ad alta tensione, una complessa operazione di soccorso interregionale che ha visto Pavia protagonista come centro d’eccellenza nazionale per i trapianti di polmone.

Il quadro clinico

Come riporta l’Asl Lanciano Vasto Chieti, tutto ha avuto inizio a Chieti, dove il paziente era ricoverato in rianimazione con una patologia polmonare irreversibile. Il quadro clinico, già compromesso, è precipitato nella notte tra lunedì e martedì. A sbloccare l’impasse è stata la “diplomazia medica”: il nuovo direttore della Rianimazione abruzzese, Fabio Guarracino, ha attivato i colleghi del San Matteo sfruttando un solido rapporto di stima professionale.

Si è quindi messa in moto una macchina organizzativa complessa di fronte all’aggravarsi delle condizioni del paziente, affetto da una patologia severa e irreversibile, curabile solo con il trapianto. Era stato ricoverato in Rianimazione venerdì, ma il quadro clinico era parso subito gravemente compromesso:

“Il peggioramento è stato progressivo – racconta Guarracino – e quando ha riferito di essere in lista d’attesa per un trapianto a Pavia mi sono attivato immediatamente con il mio collega del San Matteo, a cui mi lega un rapporto di conoscenza. Abbiamo convenuto sull’urgenza del trasferimento, perché l’ulteriore aggravamento della condizioni del paziente avrebbe compromesso la possibilità del trapianto”.

Il volo militare

È partita così la complessa organizzazione per il trasporto dell’uomo, che non poteva avvenire con l’ambulanza perché il viaggio sarebbe stato troppo lungo, né con un elicottero per via della situazione meteorologica avversa sugli Appennini.

“È stata quindi attivata la Prefettura – ricostruisce Michele Cozza, coordinatore infermieristico del 118 che si è occupato della macchina organizzativa – per richiedere un mezzo aereo, messo a disposizione dall’Aeronautica Militare (foto di copertina). Dall’ospedale di Chieti il paziente è stato trasportato in ambulanza, guidata dall’autista Emanuela Maceroni, all’Aeroporto d’Abruzzo per poi raggiungere l’aeroporto di Linate. Parallelamente dalla sala operativa del 118 i medici Christian Cellucci e Valeria Albanese hanno coordinato le attività con AREU Lombardia e con il Centro trapianti, organizzando il trasferimento da Linate fino all’Ospedale San Matteo di Pavia, predisponendo anche una staffetta con la Polizia di Stato”.

In volo hanno assistito il 65enne il medico della Rianimazione Elisabetta Saraceni e l’infermiere del 118 Massimiliano Petrelli.

Volo Aeronautica Militare

“Era urgente il trasferimento del paziente – conclude Guarracino – perché è necessario eseguire il trapianto con immediatezza nel momento in cui c’è la disponibilità dell’organo. Restiamo dunque in fiduciosa attesa, sapendo che da parte nostra il caso è stato seguito con la dovuta accuratezza, facendo le cose giuste al momento giusto. Ringrazio la Prefettura, l’Aeronautica Militare, il personale della Rianimazione e gli operatori del 118 per l’impegno profuso. Siamo stati una squadra”.

Il successo del trasferimento è il risultato di un lavoro corale che ha unito medici, infermieri del 118, piloti militari e forze dell’ordine. Per il 65enne, la sua battaglia più importante comincia adesso.