Massimo Adriatici è stato condannato a 12 anni di reclusione per l’omicidio volontario di Younes El Boussettaoui, avvenuto a Voghera nel 2021. La sentenza del Tribunale di Pavia supera le richieste dell’accusa e dispone risarcimenti immediati per oltre 140mila euro ai familiari della vittima.
Massimo Adriatici condannato a 12 anni
Un colpo di pistola nel cuore della sera, il corpo di un uomo a terra in Piazza Meardi a Voghera e una scia di polemiche politiche lunga tre anni. Si chiude con una sentenza pesantissima il primo grado di giudizio per Massimo Adriatici: il giudice di Pavia, Luigi Riganti, ha condannato l’ex assessore alla Sicurezza a 12 anni di reclusione. Non un eccesso di difesa, non un tragico errore, ma omicidio volontario.
Verdetto che supera le attese
La decisione del Tribunale di Pavia va oltre le stesse richieste della Procura, che aveva chiesto una pena di 11 anni e 4 mesi. Per Adriatici, avvocato ed ex poliziotto, la difesa aveva lottato fino all’ultimo per l’assoluzione dall’accusa più grave, tentando di derubricare l’accaduto a una fatalità legata a un confronto fisico finito male. Il giudice, invece, ha confermato l’impianto accusatorio più severo.
L’uccisione di Younes El Boussettaoui
Tutto ha inizio la sera del 20 luglio 2021. Nel centro di Voghera, l’assessore Adriatici incrocia Younes El Boussettaoui, 39 anni, di origine marocchina. Tra i due nasce un alterco. Pochi istanti dopo, un proiettile esploso dalla pistola dell’assessore colpisce a morte il trentanovenne.
Il processo si è giocato interamente su quei pochi secondi: la difesa ha sempre sostenuto la tesi del colpo partito accidentalmente durante una caduta. L’accusa, forte di perizie e testimonianze, ha invece descritto l’azione di chi, pur esperto di armi, ha scelto di fare fuoco accettando il rischio di uccidere.
Le fasi del processo
La strada verso questa condanna è stata tutt’altro che lineare. Inizialmente, la Procura aveva ipotizzato il reato di eccesso colposo di legittima difesa, chiedendo appena tre anni e mezzo di carcere.
Tuttavia, nel novembre 2024, il procedimento ha subìto una sterzata clamorosa: la giudice Valentina Nevoso aveva rigettato quell’impostazione “morbida”, criticando aspramente l’accusa e sostenendo che Adriatici avesse agito con dolo eventuale. Secondo la magistrata, l’ex assessore aveva “previsto e accettato” le conseguenze letali del suo gesto mentre, da terra, premeva il grilletto. Da lì, la riformulazione del reato in omicidio volontario che ha portato alla sentenza odierna.
Risarcimenti e provvisionali
Oltre alla detenzione, la sentenza stabilisce un riconoscimento economico immediato per i familiari della vittima, assistiti dagli avvocati Debora Piazza e Marco Romagnoli. Il giudice ha disposto una provvisionale esecutiva di: 90mila euro per i genitori di Younes El Boussettaoui e di 50mila euro per ciascuno dei fratelli e delle sorelle.
La difesa di Adriatici annuncia già battaglia in Appello.