Il “missile di Salvini”? Non era solo, ma in buona compagnia…

La Digos di Torino, ha reso noto i risultati dell'operazione "Matra".

Il “missile di Salvini”? Non era solo, ma in buona compagnia…
Voghera, 31 Luglio 2019 ore 14:37

Concluse le operazioni nel capannone a Rivanazzano dove sono stati rinvenuti un missile aria/aria mod. MATRA e due “Razziere”.

Il “missile di Salvini”? Non era solo, ma in buona compagnia…

Personale della DIGOS della Questura di Torino, nell’ambito dell’operazione “MATRA” coordinata dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione – UCIGOS, ha reso noto l’esito delle verifiche sul materiale sequestrato nel capannone a Rivanazzano Terme dove erano stati rinvenuti un missile aria/aria mod. MATRA e due “Razziere”.

Le componenti sequestrate

Nel dettaglio tutte le armi che sono state sequestrate:

una sezione di controllo e di guida militare di un missile, modello SEA Killer/Marte di un metro di lunghezza e 20.5 cm di larghezza, con la parte elettronica in perfetto stato di conservazione (parte di arma da guerra);

un razzo da esercitazione militare con testa inerte di 50 mm e lunghezza di 92 cm, di fabbricazione italiana, privo di propellente e compatibile con le razziere sequestrate il 17 luglio (munizionamento da guerra);

una sezione di guida di un missile aria/aria, fabbricato negli U.S.A., modello AIM-7/ “Sparrow”delle dimensioni di 79 cm di lunghezze e 20 cm di diametro, privo di fusoliera (parte di munizionamento da guerra);

una sezione di guida di un missile superficie/aria, fabbricato nell’ex U.R.S.S., modello SA8, delle dimensioni di 60 cm di lunghezza e 18 cm di diametro, privo di fusoliera (parte di munizionamento da guerra).

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Tutte le operazioni di perquisizione, eseguite con la collaborazione degli artificieri e dell’Esercito, hanno avuto termine nella giornata del 26 luglio 2019. Continuano nel frattempo, anche a livello internazionale, le indagini per risalire ai passaggi di proprietà illeciti che hanno portato tutte le armi nel Pavese.

L’operazione “Matra”

L’operazione “Matra” lo scorso 15 luglio aveva permesso di rinvenire e sequestrare un missile di fabbricazione francese, in uso alle forte armate del Qatar, ed un arsenale di armi da guerra. Nella stessa circostanza erano state arrestate anche tre persone: due italiani e un cittadino svizzero.

Anche Matteo Salvini era intervenuto sulla vicenda con un post sui social, in cui esprimeva la propria gratitudine verso le Forze dell’Ordine e rassicurava sul suo proseguo dei lavori. Il vicepremier, secondo le indagini, sarebbe stato nel mirino di un potenziale attentato contro la sua persona. La scoperta di questo piano aveva poi fatto scattare le indagini della Digos che avevano permesso il rinvenimento dell’arsenale nel capannone di Rivanazzano.

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