Coltivano marijuana nel ripostiglio di casa, denunciati marito e moglie

Scoperta una vera e propria attività di coltivazione e produzione di marijuana in un appartamento di Castello d’Agogna.

Coltivano marijuana nel ripostiglio di casa, denunciati marito e moglie
Lomellina, 29 Agosto 2019 ore 12:37

I carabinieri della Stazione di Mortara scoprono una vera e propria attività di coltivazione e produzione di marijuana in un appartamento di Castello d’Agogna e ne denunciano i due residenti, una coppia sposata.

Coltivano marijuana nel ripostiglio di casa, denunciati marito e moglie

Ieri sera 28 agosto 2019, a conclusione di un’attività info investigativa intrapresa dai carabinieri della Stazione di Mortara, sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria un uomo e una donna, tra loro sposati:

un quarantasettenne nato a Napoli e residente a Castello d’Agogna (PV), disoccupato, con precedenti di polizia per reati in materia di armi e stupefacenti, per il reato di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti in concorso e porto di armi e oggetti atti a offendere;

una quarantasettenne nata a Boscotrecase (NA) e residente a Castello d’Agogna, operaia, incensurata, per il reato di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti in concorso.

I militari, nei giorni precedenti durante i quotidiani servizi di pattugliamento, avevano raccolto da alcuni cittadini alcune indiscrezioni relative ad una possibile attività illecita di spaccio che si svolgeva in un appartamento di via Lombardia in Castello d’Agogna e per questo avevano inviato un’informativa di reato alla Procura presso il Tribunale di Pavia richiedendo un “decreto di perquisizione personale e locale” che è stato emesso il 23 agosto 2019.

La perquisizione

Alle ore 19.30 circa di ieri, è stata quindi eseguita la perquisizione domiciliare nell’appartamento segnalato nel quale sono stati rinvenuti:

– all’interno della sala, occultati tra vari scatoloni, sei barattoli in vetro e plastica, contenenti sostanza stupefacente essiccata e pronta all’utilizzo del tipo marijuana, per un peso complessivo al netto di g. 311,00;

all’interno di un ripostiglio attiguo alla cucina, che era stato trasformato ed adibito a serra, quattordici vasetti in plastica contenenti altrettante piantine di marjuana prive di fioritura di altezza di cm.10 cadauna. La serra era costituita da lampade alogene, termostato per misurare la temperatura, una ventola di aspirazione con relativo tubo in acciaio flessibile collegato all’esterno per mezzo di un foro, utilizzato verosimilmente per far uscire dall’ambiente l’umidità e consentire lo sviluppo delle piante;

– sul balcone esterno altri due vasi contenenti piante di marijuana in fluorescenza alte rispettivamente cm.50 e 100.

– all’interno di uno scatolone collocato sul pavimento della sala un bilancino di precisione e dodici sacchettini in cellophane di varie misure con chiusura ermetica, idonei per caratteristiche al confezionamento dello stupefacente, mentre appoggiati a terra altri cinque imballi in cartone contenenti altrettanti riscaldatori a led.

La mazza nel baule dell’auto

La perquisizione è stata successivamente estesa anche all’autovettura Peugeot 207 di proprietà dell’uomo, con la quale l’interessato e la moglie erano stati visti arrivare dai militari, e dove, all’interno del bagagliaio, è stata rinvenuta una mazza in legno tipo da baseball, che è stata posta sotto sequestro essendo oggetto ritenuto idoneo ad offendere e il cui porto non è consentito.

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