ESTREMISMO E ARMI

Blitz della Digos nel Pavese: armi da fuoco, coltelli e simboli nazisti in casa di un 19enne

Il giovane, già sotto indagine per propaganda d'odio e discriminazione etnica, è stato arrestato e trasferito nel carcere di Voghera a seguito di una perquisizione scattata nell'ambito di un'inchiesta sull'estremismo di destra

Blitz della Digos nel Pavese: armi da fuoco, coltelli e simboli nazisti in casa di un 19enne
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La Polizia di Stato ha arrestato nel Pavese un ragazzo di 19 anni, legato all’estrema destra radicale, trovato in possesso di un arsenale di armi da fuoco e da taglio. L’operazione della DIGOS nasce dagli sviluppi di un’indagine milanese contro l’estremismo e la propaganda d’odio online.

Blitz della Digos nel Pavese

Un vero e proprio arsenale bellico, affiancato da materiale di propaganda neonazista e fascista, nascosto tra le mura domestiche. È quanto hanno scoperto gli agenti della Polizia di Stato durante un blitz nel Pavese che ha portato all’arresto di un ragazzo di appena 19 anni. L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, ha svelato la pericolosità del giovane, ora accusato di detenzione illegale di armi comuni da sparo e indagato per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa.

Arsenale e materiale eversivo nella camera da letto

Nel corso della perquisizione delegata dalla Magistratura milanese, i poliziotti della D.I.G.O.S. della Questura di Milano, affiancati dai colleghi di Pavia, si sono trovati di fronte a un ingente quantitativo di armi e oggetti atti ad offendere. Nello specifico, il 19enne custodiva due pistole Fn Herstal (un modello 1906 calibro 6.35 e un modello 1910 calibro 6964), un fucile automatico Marocchi modello SM66 calibro 9 Flobert e una pistola giocattolo priva del prescritto tappo rosso.

Accanto alle armi da fuoco, le forze dell’ordine hanno sequestrato numerose armi bianche: due sciabole, diversi coltelli e pugnali, un tirapugni, un’ascia, un martello e un manganello.

A completare il quadro, all’interno della camera da letto del giovane è emerso un chiaro campionario riconducibile all’estrema destra radicale e all’ideologia skinhead. Tra i reperti sequestrati figurano riproduzioni e manuali dedicati ad Adolf Hitler e Benito Mussolini, bandiere con la svastica, materiale propagandistico con croci celtiche e i simboli delle SS (Schutzstaffel). Trovata anche una skullmask, il tipico passamontagna con il teschio utilizzato dagli internauti che gravitano nei circuiti eversivi e nella sottocultura radicale online.

L’inchiesta su “Terza Posizione”

L’operazione odierna è il risultato di un’articolata attività investigativa condotta dalla Sezione Antiterrorismo della D.I.G.O.S. di Milano con il supporto della D.I.G.O.S. di Pavia e in stretta sinergia con il Servizio per il Contrasto del Terrorismo e dell’Estremismo Interno della Direzione Centrale Polizia di Prevenzione.

L’inchiesta affonda le sue radici negli approfondimenti scattati lo scorso 22 aprile, quando le forze dell’ordine avevano arrestato un altro estremista residente nel Pavese, finito ai domiciliari poiché ritenuto l’amministratore della chat di messaggistica “Terza Posizione” e indagato per apologia della Shoah e promozione di associazioni con finalità discriminatorie.

Dalle analisi social alle manette

Gli esami tecnici effettuati sullo smartphone sequestrato all’amministratore del canale social hanno permesso agli investigatori di risalire all’identità del 19enne arrestato ieri (14 ottobre 2026). I riscontri digitali, incrociati con i contenuti violenti, discriminatori e di matrice radicale diffusi dal suo profilo personale, avevano fatto ipotizzare che il giovane potesse avere la disponibilità di armi da fuoco.

Un sospetto confermato appieno dal blitz delle forze dell’ordine. Su disposizione della Procura della Repubblica di Pavia, territorialmente competente, il giovane è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Voghera, in attesa del giudizio di convalida da parte del G.I.P.