I Carabinieri hanno smantellato un’officina meccanica abusiva a Montù Beccaria, denunciando il titolare per gestione illecita e abbandono di rifiuti pericolosi. L’operazione ha portato al sequestro dell’intera area, delle attrezzature e a sanzioni amministrative.
Officina abusiva
Il silenzio delle colline dell’Oltrepò Pavese nascondeva, dietro una facciata di apparente tranquillità rurale, un’attività industriale totalmente illegale e potenzialmente devastante per l’ecosistema locale. In un contesto paesaggistico di pregio come quello di Montù Beccaria, i Carabinieri hanno smantellato una vera e propria officina meccanica “fantasma”, priva di ogni autorizzazione e trasformata in una discarica abusiva di materiali tossici. L’operazione segna un nuovo importante punto a favore della legalità nella lotta contro le ecomafie e il degrado ambientale della provincia di Pavia.
La scoperta
L’indagine è nata da un meticoloso lavoro di osservazione territoriale condotto dai militari della Stazione di Montù Beccaria. Grazie al supporto specialistico dei Carabinieri Forestali di Zavattarello, è stato possibile individuare una struttura abilmente occultata tra i vigneti e i pendii collinari. Quella che all’esterno poteva sembrare una rimessa privata, si è rivelata una struttura meccanica in piena attività, ma completamente sconosciuta al fisco e alle autorità sanitarie.
Rifiuti pericolosi
Una volta scattato il blitz, i militari della Compagnia di Stradella e del Gruppo Forestale di Pavia si sono trovati di fronte a uno scenario allarmante. All’interno dell’area erano stoccati cumuli di rifiuti pericolosi gestiti senza alcuna precauzione: oli lubrificanti esausti, componenti meccaniche intrise di idrocarburi e parti di carrozzeria destinate alla rottamazione. La gestione “fai-da-te” di tali scarti, in assenza di sistemi di contenimento, rappresentava un rischio concreto di contaminazione per il suolo e le falde acquifere circostanti.
Sequestri e sanzioni
Il titolare dell’attività illecita, identificato come V.P., è stato denunciato a piede libero per abbandono incontrollato di rifiuti pericolosi e gestione di discarica non autorizzata. Oltre ai risvolti penali, l’uomo è stato travolto da pesanti sanzioni amministrative: la mancanza della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) e l’assenza dei registri di carico e scarico dei rifiuti hanno portato a multe per un totale di 9mila euro.
Le attrezzature da lavoro sono state poste sotto sequestro amministrativo, mentre l’intera area dei rifiuti è finita sotto sigilli penali. I controlli non hanno risparmiato nemmeno i “clienti” dell’officina: i proprietari di cinque autovetture trovate in attesa di riparazione sono stati contravvenzionati.
Presidio costante
Il coordinamento delle indagini è ora nelle mani della Procura della Repubblica di Pavia, che guiderà gli ulteriori accertamenti tecnici dei Carabinieri della Compagnia di Stradella. Questa operazione non è un caso isolato, ma si inserisce in una più ampia strategia di contrasto agli illeciti ambientali nell’Oltrepò, mirata a tutelare non solo la legalità economica, ma soprattutto la salute pubblica e l’integrità di un territorio dalla forte vocazione agricola e turistica.