A seguito di un controllo straordinario a Vigevano, i Carabinieri hanno sospeso l’attività di un autolavaggio e denunciato il titolare 46enne per gravi carenze sulla sicurezza. Nel locale è stata accertata la presenza di tre lavoratori clandestini in nero, con sanzioni complessive superiori a 66mila euro (foto di copertina realizzata con AI).
Controlli in un autolavaggio
Sfruttamento della manodopera clandestina e totale disprezzo delle norme di sicurezza più elementari. È questo il desolante scenario scoperto a Vigevano dai Carabinieri della Compagnia locale che, nell’ambito di un servizio straordinario di controllo del territorio, hanno messo i sigilli a un autolavaggio della città ducale, denunciando in stato di libertà il titolare alla Procura della Repubblica di Pavia.
Lavoratori in nero
L’operazione è scattata nei giorni scorsi e ha visto impegnati i militari dell’Arma in stretta sinergia con gli specialisti del N.I.L. (Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro) di Pavia. L’obiettivo della task force era chiaro: verificare il rispetto dei contratti nazionali e monitorare la tutela della salute dei lavoratori in settori commerciali ritenuti tradizionalmente a rischio.
Quando i carabinieri hanno fatto irruzione nell’autolavaggio per dare inizio alle attività ispettive, si sono trovati di fronte a una palese situazione di illegalità. Tra il personale intento a lavare e lucidare le vetture, sono stati infatti identificati tre operai completamente privi di un regolare contratto d’impiego e, cosa ancora più grave, risultati del tutto sprovvisti del permesso di soggiorno per risiedere e lavorare sul territorio nazionale.
Violazioni sulla sicurezza
La presenza di manodopera clandestina è stata però solo la punta dell’iceberg. Gli accertamenti tecnici e documentali condotti dagli ispettori del lavoro hanno portato alla luce un quadro normativo totalmente deficitario per quanto riguarda la prevenzione degli infortuni e la salvaguardia della salute dei dipendenti. L’azienda operava infatti in una condizione di totale anarchia gestionale.
Nello specifico, le forze dell’ordine hanno riscontrato l’assoluta mancanza del DVR (il Documento di Valutazione dei Rischi), pilastro fondamentale per la sicurezza di qualsiasi luogo di lavoro. A questo si aggiungeva la mancata formazione obbligatoria del personale e la totale assenza di nomina e addestramento delle figure chiave per la gestione delle emergenze, ovvero gli addetti antincendio e di primo soccorso.
Attività sospesa e maxi-multa
Al termine degli accertamenti, per il legale rappresentante dell’attività – I.A., un uomo di 46 anni – è scattata l’immediata denuncia a piede libero alla magistratura pavese. Le accuse nei suoi confronti spaziano dall’impiego di manodopera clandestina alle plurime e gravi violazioni del Decreto Legislativo 81/2008 (il Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro).
I Carabinieri hanno inoltre disposto l’immediata sospensione dell’attività commerciale, bloccando i macchinari e vietando l’accesso ai locali fino al totale ripristino delle condizioni di legge. Contestualmente, al 46enne sono state comminate ammende e sanzioni pecuniarie pesantissime, per un importo complessivo che ammonta a ben 66.740,92 euro.