Barista vigevanese in crisi spaccia cocaina per arrotondare

Si stima un giro d'affari di oltre 2mila euro al mese. 

Barista vigevanese in crisi spaccia cocaina per arrotondare
Vigevano, 28 Dicembre 2019 ore 12:12

Barista vigevanese in crisi, spaccia cocaina per arrotondare. Denunciato dagli agenti della Polizia Locale. Un giro d’affari di oltre 2mila euro al mese.

La “soffiata”

Nei giorni scorsi, durante un servizio finalizzato alla prevenzione e alla repressione del consumo e dello spaccio di sostanze stupefacenti, personale del nucleo operativo della Polizia Locale di Vigevano ha appreso la notizia circa una presunto giro di spaccio all’interno di un pub cittadino oltretutto vicino ad una scuola. Venivano, pertanto, avviate le relative indagini che hanno portato ad accertare che l’attività illecita era posta in essere dallo stesso gestore del locale.

L’appostamento

Nella tarda serata di ieri, un equipaggio del nucleo operativo si è appostato nei pressi del predetto locale pubblico, e altri due agenti, in borghese, si sono appostati all’interno mischiandosi tra i clienti. Intorno alle 22 circa, due giovani ragazzi, sono stati visti avvicinarsi al bancone del bar e parlare con il gestore, il quale, subito dopo, ha servito agli stessi due drink. Passati pochi minuti il gestore e i due ragazzi si sono portati nell’angolo del pub dove era posizionata la cassa, e hanno effettuato uno scambio.

La cessione della droga

Ad un occhio inesperto tale azione non destava sospetti in quanto sembrava che i due ragazzi stessero pagando i due drink appena ordinati. In realtà, gli agenti, hanno notato che il gestore consegnava velocemente “qualcosa” ai due ragazzi prima di ritirare i soldi. E soprattutto nel momento in cui i ragazzi corrispondevano il denaro è stato notato che la quantità di banconote era sproporzionata rispetto ai drink consumati.

Le dosi di cocaina

Pertanto si è deciso di intervenire. I due ragazzi sono stati seguiti e fermati all’esterno del locale. All’atto del controllo hanno consegnato, ognuno, un involucro di cellophane contente cocaina per un peso di 0,5 gr circa cadauno e hanno dichiarato di aver corrisposto al gestore la somma totale di euro 80, quindi 40 euro a dose.

Nell’immediatezza si è proceduto anche alla perquisizione del locale e del gestore che ha permesso di rinvenire altri 10 involucri di cellophane contenenti cocaina. In particolare gli stessi si trovavano occultati all’interno di due evidenziatori, uno dei quali uno era detenuto nelle tasche del gestore e l’altro vicino alla cassa.

La denuncia

Per tale motivo il gestore è stato denunciato per il reato di spaccio e detenzione ai fini di spaccio di cocaina con l’aggravante specifica di aver commesso il fatto nelle vicinanze di una scuola. Il gestore si è giustificato dicendo che a causa della crisi aveva deciso di iniziare a spacciare per “arrotondare“. I due “clienti” invece sono stati segnalati alla Prefettura quali consumatori. Quanto avvenuto inoltre verrà segnalato al Questore ex art 100 tulps per i provvedimenti di competenza.

Oltre 2mila euro al mese

Si stima che tale giro abbia consentito al gestore di guadagnare oltre 2mila euro al mese.  Il modus operandi era sempre il medesimo. I clienti non lo contattavano mai al telefono. Erano a conoscenza che lì potevano sempre trovare la cocaina e pertanto si recavano di persona, si avvicinavano al bancone, chiedevano la dose desiderata, consumavano un drink, pagavano e uscivano.

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