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Astinenza social per gli studenti del Cairoli: in 8 ce l’hanno fatta

Una settimana senza Facebook, Instagram e WhatsApp: una prova proposta agli oltre 600 iscritti del liceo e accetta da 43 ragazzi. 

Astinenza social per gli studenti del Cairoli: in 8 ce l’hanno fatta
Pavia, 16 Febbraio 2019 ore 10:06

Astinenza social per gli studenti del Cairoli: in 43 accettano, in 8 ce la fanno. Una settimana senza Facebook, Instagram e WhatsApp.

Astinenza social per gli studenti del Cairoli

Sono riusciti a resistere una settimana senza Whatsapp, Facebook e Instagram. Una “prova” proposta a oltre 600 studenti del liceo “Cairoli” e accettata da 43 ragazzi, che hanno deciso di tentare. Ma solo otto di loro ce l’hanno fatta. Gli altri hanno via via ceduto, giorno dopo giorno.

Un esperimento inedito portato avanti dalla professoressa di Scienze umane, Lucia Dorigo, e dallo psichiatra Maurizio Fea, della Federazione degli operatori dei servizi delle dipendenze e già direttore del Dipartimento delle dipendenze dell’Asl di Pavia.

I compagni, al termine della prova, li hanno accolti in aula tra gli applausi, come fossero degli eroi.

L’esperimento di Carola

Tra loro c’è anche Carola, una studentessa di 16 anni. Racconta che il “primo giorno è filato liscio, è dal secondo che tutto sembra diventare difficile ..”

Prima di spegnere il cellulare Carola ha cancellato tutte le app di Facebook, Instagram e WhatsApp. Non prima però di pubblicare un’ultima foto nelle stories di Instagram, i contenuti che si cancellano da soli dopo 24 ore. Su uno sfondo nero ha scritto: “Non mi troverete per cinque giorni. Se avete bisogno, ecco il mio numero”.

Racconta dei momenti di imbarazzo nel chiamare i suoi amici “quasi avessi paura di disturbare”. Ma anche di quelli positivi: più tempo per lo studio e per le passioni.  I maggiori momenti di difficoltà? “Quando tutti i tuoi amici tirano fuori il cellulare e tu non sai cosa fare, rimani lì immobile a guardarli”. E poi …

E’ dura la sera, prima di andare a letto. Niente foto da commentare o guardare, fissi il soffitto e ti senti sola …

Ma alla fine ce l’ha fatta: “Sono qua sana come un pesce. E ho pure letto un libro”. Di carta, ovviamente!

E chi si è arreso?

Alcuni hanno gettato la spugna già dal primo giorno. Hanno raccontato di essersi sentiti “esclusi dal mondo”. Altri al secondo o terzo giorno: il “piacere che si provava a chattare con gli amici su WhatsApp o a guardare un video” li ha fatti cadere in tentazione e connettere ancora.

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