Assegnato il XXX Ottorino Rossi Award al neuroscienziato pavese Adriano Aguzzi

Il prestigioso riconoscimento internazionale assegnato dalla Fondazione Mondino IRCCS di Pavia al Direttore dell’Istituto di Neuropatologia dell’Università di Zurigo.

Assegnato il XXX Ottorino Rossi Award al neuroscienziato pavese Adriano Aguzzi
Pavia, 20 Dicembre 2019 ore 17:50

XXX Ottorino Rossi Award assegnato al neuroscienziato pavese Adriano Aguzzi. Il prestigioso riconoscimento internazionale assegnato dalla Fondazione Mondino IRCCS di Pavia al Direttore dell’Istituto di Neuropatologia dell’Università di Zurigo, uno dei massimi esperti mondiali della biologia dei prioni.

Assegnato il XXX Ottorino Rossi Award al neuroscienziato pavese Adriano Aguzzi

L’IRCCS Fondazione Mondino di Pavia ha assegnato ieri il Premio Ottorino Rossi 2019, riconoscimento internazionale giunto alla sua 30° edizione, al neuroscienziato Adriano Aguzzi, Direttore dell’Istituto di Neuropatologia dell’Università di Zurigo.

Nella serata di giovedì 19 dicembre, il prof. Aguzzi ha ricevuto il premio dalle mani del Magnifico Rettore e Presidente della Fondazione Mondino, prof. Francesco Svelto, nella cerimonia di consegna tenutasi nell’Aula Forlanini dell’Università di Pavia.

“Un grande onore per me – ha commentato il prof Aguzzi – ricevere un riconoscimento così prestigioso. Il motivo per cui facciamo ricerca è che siamo interessati a scoprire quali sono i meccanismi delle malattie neurodegenerative, che si diffondono sempre più, anche per l’aumento dell’età media, non solo in Europa manche in India e in Cina. Una emergenza che bisogna affrontare subito, abbiamo la necessità di fare nuove scoperte, e le scoperte si possono ottenere investendo nella ricerca e nei giovani ricercatori”.

A  presentare il premiato, il Direttore Scientifico della Fondazione Mondino Fabio Blandini, il quale ha ricordato che “Il professor Aguzzi è una delle figure più importanti nel campo delle neuroscienze e in un’area particolarmente interessante come lo studio dei prioni e dei meccanismi di malattia delle principali malattie neurodegenerative, Alzheimer in particolare. Un’occasione anche per i nostri giovani ricercatori, che hanno l’opportunità di incontrare studiosi di livello mondiale e imparare anche da loro”.

La cerimonia è proseguita nella mattinata di oggi, venerdì 20 dicembre, nell’Aula Berlucchi della Fondazione Mondino, nell’ambito del convegno Spreading the bad news: an update on the role of pathological proteins in neurodegenerative diseases. Dopo i saluti istituzionali del Direttore Generale della Fondazione Mondino Livio Tronconi e del consigliere del Comune di Pavia Lidia Decembrino, il dottor Blandini ha dato l’avvio ai lavori del convegno, organizzato dalla Fondazione Mondino e dedicato all’impatto di un ristretto numero di proteine patologiche sulla patogenesi, fisiopatologia ed evoluzione clinica di malattie quali Alzheimer, Parkinson e SLA.

In apertura, il prof Aguzzi ha tenuto la lettura magistrale dal titolo: The peculiar, fascinating biology of mammalian prions.

Il Premio Ottorino Rossi

Istituito nel 1990 dalla Direzione Scientifica della Fondazione Mondino su impulso del prof. Giuseppe Nappi, il premio viene assegnato annualmente a scienziati che con le loro ricerche hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo delle neuroscienze pre-cliniche e cliniche.

Come nell’edizione 2018, anche quest’anno l’Ottorino Rossi Award assume la speciale denominazione The Pavia Legacy, che identifica una nuova serie di riconoscimenti che sottolineano il legame dei premiati con la città e l’Università di Pavia e la sua secolare tradizione di eccellenza nel campo delle neuroscienze.Ottorino Rossi – cui il Premio è dedicato – è stato uno degli allievi più illustri di Camillo Golgi e una delle figure più celebri della tradizione medico-biologica pavese.Dalla prima edizione nel 1990 con la premiazione di Vittorio Erspamer, il riconoscimento è stato assegnato a figure di grande rilievo internazionale, tra cui Salvador Moncada (1997) Premio Nobel per la Medicina nel 1998, il neurobiologo Elio Raviola (2002), la neurofilosofa Patricia Smith Churchland (2008) e Roberto Crea (2015) noto soprattutto come scopritore dell’insulina sintetica.

Nel 2017 il Premio è stato assegnato a Pierluigi Nicotera, Direttore Scientifico del DZNE (Deutsches Zentrum für Neurodegenerative Erkrankungen) di Bonn, e nel 2018 a Gianvito Martino, Direttore Scientifico dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.FONDAZIONE MONDINO

La Fondazione Mondino Istituto Neurologico Nazionale IRCCS di Pavia è il più antico istituto nazionale specializzato in ambito neurologico ed è punto di riferimento nazionale e internazionale per la ricerca, la diagnosi e cura delle patologie neurologiche. Opera sul territorio nazionale attraverso la rete di ambulatori privati Mondino Care Network, a cui afferisce anche il Mondino Health Center di Milano.

Chi è Adriano Aguzzi

Nato a Pavia, dove trascorre l’adolescenza, Adriano Aguzzi si laurea in Medicina a Friburgo, per approdare successivamente all’Università di Zurigo, dove oggi è professore ordinario di neuropatologia e Direttore dell’Istituto di Neuropatologia, oltre che fondatore e direttore del Centro di Riferimento Nazionale Svizzero per le Malattie da Prioni.

Adriano Aguzzi è una figura di riferimento assoluto nel campo delle neuroscienze e uno dei maggiori esperti al mondo di malattie da prioni, agenti patogeni di natura proteica responsabili di patologie neurodegenerative fatali come l’encefalopatia bovina spongiforme (nota al pubblico come “morbo della mucca pazza”).

Attraverso il suo lavoro pionieristico, nel corso della carriera Adriano Aguzzi ha dato un contributo originale e fondamentale alla ricerca sui prioni, chiarendo i meccanismi cellulari e molecolari che questi agenti utilizzano per invadere il cervello e innescare la cascata di eventi che porta a danni cerebrali irreversibili. Ha descritto, per primo, le capacità anti-prioniche delle cellule microgliali – prima linea di difesa immunitaria nel cervello – e analizzato criticamente la possibilità che altre malattie neurodegenerative, come Alzheimer e Parkinson, possano condividere con le malattie da prioni alcuni meccanismi di propagazione della patologia cerebrale.

Stabilendo che la proteina prionica di origine neuronale previene la demielinizzazione, il processo patologico alla base di malattie come la sclerosi multipla, Aguzzi ha infine evidenziato un possibile ruolo fisiologico di questa proteina, e quindi la possibilità di individuare nuovi obiettivi terapeutici.

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