Tentato furto notturno all’OVS di Parona: una banda usa un muletto rubato come ariete, ma il sistema fumogeno e l’arrivo dei Carabinieri li costringono alla fuga. I malviventi avevano persino tentato di bloccare l’accesso alle gazzelle con delle cinghie tese sulla strada.
Assalto all’OVS di Parona
Erano le tre del mattino quando il silenzio della SP 494 è stato squarciato dal fragore di una saracinesca sventrata. Una banda organizzata ha tentato un colpo spettacolare ai danni del punto vendita “OVS” all’interno del Centro Commerciale Bennet di Parona, ma il piano è andato letteralmente in fumo.
Muletto come ariete
L’azione è iniziata poco lontano, presso la ditta “Sicam Tubi”. Qui i malviventi si sono impossessati di un carrello elevatore, trasformandolo in un vero e proprio ariete meccanico. Una volta raggiunto il centro commerciale, il gruppo ha utilizzato il muletto per abbattere la saracinesca del negozio di abbigliamento, puntando dritti alla merce e alle casse.
La barricata artigianale
I criminali non avevano lasciato nulla al caso, cercando di prevenire l’intervento delle autorità. Per rallentare l’arrivo delle pattuglie, avevano allestito una sorta di barricata artigianale: una barriera di cinghie in corda per camion, anch’esse rubate alla “Sicam Tubi”, tese strategicamente all’ingresso del centro commerciale per bloccare il passaggio delle gazzelle.
Il sistema fumogeno e la fuga
A far fallire il colpo è stata però la tecnologia di sicurezza del negozio. Non appena la saracinesca è stata forzata, è scattato il sistema antintrusione fumogeno, che in pochi secondi ha saturato l’ambiente rendendo impossibile la visibilità e l’orientamento. Trovatisi in una trappola di fumo e con le sirene dei Carabinieri della Sezione Radiomobile e della Stazione di Gravellona Lomellina ormai vicine, i ladri sono stati costretti a desistere e a fuggire a mani vuote tra i campi circostanti.
Indagini a tutto campo
Una volta messo in sicurezza il sito, i militari hanno provveduto a restituire il carrello elevatore e le cinghie alla ditta proprietaria. Ora l’attenzione degli inquirenti è rivolta ai filmati delle telecamere di sorveglianza e ai rilievi effettuati sul posto: si cercano tracce che possano condurre all’identificazione della banda.