CRONACA

Arrestato in provincia di Pavia un ricercato internazionale per truffe milionarie negli Stati Uniti

Le frodi contestate hanno fruttato oltre 500mila dollari: il 30enne dovrà rispondere ai reati di frode informatica e violazioni federali statunitensi

Arrestato in provincia di Pavia un ricercato internazionale per truffe milionarie negli Stati Uniti

La Polizia di Pavia ha arrestato un cittadino romeno ricercato negli Stati Uniti per truffe con carte EBT, che hanno fruttato oltre 500mila dollari. L’uomo sarà estradato per rispondere ai reati di frode informatica e violazioni federali.

Arrestato a Pavia ricercato internazionale

Nelle prime ore del 15 gennaio 2026, le Squadre Mobili di Pavia e Lodi, coordinate dal Servizio Centrale Operativo di Roma, hanno arrestato un cittadino romeno ricercato a livello internazionale. L’uomo, 30enne, era destinatario di un mandato d’arresto emesso dalla U.S. District Court, Southern District of California, per gravi reati di frode informatica e violazioni del codice penale federale statunitense.

Le accuse negli Stati Uniti

Secondo le autorità americane, il ricercato avrebbe preso parte a un’organizzazione criminale responsabile di numerose truffe tra il 2023 e il 2024, mediante la tecnica dello “skimming” sugli sportelli ATM. Le accuse prevedono pene da due a dieci anni per diversi capi d’imputazione, e le frodi contestate hanno fruttato oltre 500mila dollari.

La tecnica dello skimming consiste nell’installazione di dispositivi illeciti, come microcamere e lettori di bande magnetiche, sugli sportelli automatici. Tali dispositivi registrano i numeri delle carte e i codici PIN digitati dagli utenti, permettendo successivamente di clonare le carte e prelevare denaro indebitamente.

Secondo gli inquirenti, l’organizzazione avrebbe preso di mira le carte EBT (Electronic Benefit Transfer), utilizzate dai beneficiari di sussidi federali per ricevere fondi e buoni pasto. Installando dispositivi sugli ATM di San Diego, i criminali riuscivano a copiare i dati delle carte e a produrre duplicati falsi, dai quali sono stati prelevati fondi per oltre mezzo milione di dollari.

L’arresto nel pavese

Dopo aver ricevuto il mandato d’arresto dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, le autorità italiane hanno avviato le ricerche. Gli investigatori hanno inizialmente individuato un’abitazione a Sant’Angelo Lodigiano, risultata però non più frequentata dal sospettato. Ulteriori accertamenti hanno permesso di rintracciare l’uomo nel pavese, dove viveva e lavorava.

All’alba del 15 gennaio 2026, gli agenti lo hanno atteso fuori dalla sua abitazione e lo hanno arrestato. Dopo le formalità di rito presso la Questura di Pavia, il cittadino romeno è stato trasferito alla Casa Circondariale locale in attesa dell’estradizione verso gli Stati Uniti.