Arrestati due truffatori: uno si spacciava per prete

Gli incontri con le vittime avvenivano nell’oratorio dell’abbazia di Mortara.

Arrestati due truffatori: uno si spacciava per prete
Lomellina, 08 Febbraio 2020 ore 16:07

Arrestati due truffatori per detenzione di banconote false, detenzione di banconote false, usurpazione di titoli, ricettazione e porto di oggetti atti ad offendere: uno si spacciava per prete.

Arrestati due truffatori: uno si spacciava per prete

Due le persone arrestate a Mortara in flagranza per detenzione di banconote false, usurpazione di titoli, ricettazione e porto di oggetti atti ad offendere. L’indagine è partita da alcune segnalazioni di cittadini caduti nella loro trappola. Un 56enne ed un 35enne italiani, il primo residente a Mortara e il secondo a Gropello Cairoli, sono stati sottoposti ad alcuni controlli da parte dei militari. I due hanno cercato di evitarli poichè probabilmente in procinto di compiere una truffa.

Le perquisizioni

Una volta bloccati, i Carabinieri hanno perquisito i due malviventi, uno dei quali vestito da sacerdote, e l’automobile sulla quale viaggiavano. Sono stati trovati 5.200 euro in contanti all’interno di una busta da lettere, tutti in banconote contraffate da 50 euro, due chili di pepite d’oro false contenute in un sacco di plastica, 17 grammi di pepita d’oro vere, un bilancino di precisione utilizzato probabilmente per la pesa dell’oro, due biglietti su cui era scritto il copione che recitavano alle vittima, tre smartphone, un bastone estendibile e la chiave del posticino blindato dell’oratorio della Basilica di San Lorenzo di Mortara, luogo dove probabilmente venivano fissati gli incontri con le future potenziali vittime.

Perquisite anche le abitazioni dei due malviventi, i militari hanno trovato, nascosti in un mobile della sala da pranzo di uno dei due, 1.700 euro in contanti anche questi in banconote contraffate da 50 euro.

L’arresto

Tutto il materiale trovato è stato posto sotto sequestro e i due arrestati. Dopo le formalità di rito sono stati associati alla Casa Circondariale di Pavia. Al momento sono in corso ulteriori approfondimenti investigativi per verificare le responsabilità dei due in eventi commessi con modalità analoghe.

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