Escalation di violenza tra Pavia e Brescia: due agenti della Penitenziaria sono stati aggrediti con morsi e calci. Il sindacato SAPPE denuncia l’insostenibile mancanza di sicurezza e chiede interventi immediati per tutelare il personale in servizio.
Agenti di Polizia Penitenziaria aggrediti
Non si ferma l’ondata di violenza che vede come bersaglio le divise della Polizia Penitenziaria in Lombardia. In meno di 48 ore, due diversi episodi hanno messo a nudo la fragilità del sistema di sicurezza, non solo all’interno delle mura carcerarie ma persino nelle aule di giustizia, dove la tensione è esplosa durante un’udienza.
Morso al poliziotto
L’episodio più eclatante è avvenuto la mattina del 5 marzo 2026 presso il Tribunale per i Minorenni di Brescia. Quella che doveva essere una normale procedura giudiziaria si è trasformata in un’aggressione brutale quando un detenuto, proveniente dal carcere di Pavia, ha dato improvvisamente in escandescenza. Durante il tentativo di contenimento, un agente della scorta è stato colpito e morso dal recluso. Il poliziotto è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso, dove i medici hanno diagnosticato lesioni giudicate guaribili in tre giorni.
Afferrato per il collo
La scia di violenza è proseguita all’interno della Casa Circondariale di Pavia. Qui, un agente impegnato nelle operazioni di messa in sicurezza di una sezione è stato vittima di un vero e proprio agguato. Un detenuto (ristretto in regime ex art. 32) lo ha prima minacciato verbalmente, poi lo ha spinto con forza contro il muro, afferrandolo per il collo e colpendolo con un violento calcio all’inguine. Solo il sangue freddo del poliziotto e l’intervento dei colleghi hanno evitato che la situazione degenerasse ulteriormente.
La rabbia del sindacato: “Situazione intollerabile”
Le denunce arrivano dai vertici del SAPPE (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria), che chiedono interventi immediati. Alfonso Greco, segretario nazionale per la Lombardia, ha ribadito come il personale sia troppo spesso esposto a rischi elevatissimi durante le traduzioni e le udienze.
Ancora più duro il commento di Donato Capece, Segretario Generale del sindacato:
“Non è più tollerabile che le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria continuino a essere bersaglio di violenze mentre svolgono il proprio lavoro. Servono interventi concreti e immediati per rafforzare la sicurezza negli istituti penitenziari e durante tutte le attività di servizio, comprese le traduzioni e le udienze nei tribunali. Il personale del Corpo non può essere lasciato solo ad affrontare situazioni sempre più critiche e pericolose”, dichiara Donato Capece.